Opera

Lungomare Falcomatà, parco di via Giunchi, Reggio Calabria | Edoardo Tresoldi

Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte
Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte

Collocata in uno dei più ampi spazi pubblici europei, Opera è l’ultima installazione permanente realizzata da Edoardo Tresoldi sul lungomare di Reggio Calabria.

Nasce per celebrare la relazione contemplativa tra il luogo e l’essere umano attraverso il linguaggio architettonico classico e la trasparenza della Materia Assente, espressa tramite la rete metallica. L’architettura aperta – composta da un colonnato di 46 colonne di 8 metri di altezza all’interno di un parco di 2.500 metri quadrati – offre un nuovo monumento attraversabile e completamente fruibile a cittadini e visitatori.

Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte

Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte

Tresoldi gioca con la grammatica dell’architettura classica e la trasparenza per ricercare nuove poetiche visive in dialogo con il paesaggio circostante e i visitatori. Le colonne, archetipi fondanti del retaggio culturale occidentale, compongono una cornice aulica che conferisce al parco un’ulteriore chiave di lettura, aprendo relazioni in più direzioni all’interno di uno spazio già materialmente aperto: i corridoi prospettici corrono verso il paesaggio mentre le colonne trasparenti definiscono un’architettura che accoglie, accompagna e scandisce l’esperienza del luogo stabilendo un rapporto diretto tra terra e cielo. I rimandi tra le colonne e gli alberi creano rapporti di luce e ombra secondo equilibri ariosi ma ritmati, in una corrispondenza organica tra la trasparenza e lo spazio circostante.

Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte

Opera by Edoardo Tresoldi, Reggio Calabria, Italy - Photo © Roberto Conte

Promossa e commissionata dal Comune e dalla Città Metropolitana, è stata inaugurata il 12 settembre 2020.

Photo © Roberto Conte