Arte, l’edificio che accoglie la luce

Nasce secondo uno stile di vita Mediterraneo, Arte, lussuoso edificio residenziale sul lungomare di Miami, in Florida: il piacere della vita all’aperto, della convivialità, dei suoni e dell’odore del mare. Progetto di Antonio Citterio Patricia Viel, in collaborazione con Kobi Karp Architecture & Interior Design

Arte, Miami Beach
Arte, Miami Beach
DATA SHEET

Owner & Developer: Sapir Corp
Main Contractor: AMJV
Architecture & Interior design: Antonio Citterio Patricia Viel, Joseph Montaleone (Partner-in-Charge)
Executive architect: Kobi Karp Architecture and Interior Design
Lighting design: Lightchitects Studio
Landscape design: ENEA
Furnishings: B&B Italia
Kitchens: Poliform, Gaggenau
Bathrooms: Axor, EDM
Doors and windows: Schüco
Façade: GM&P
Photo credits: Kris Tamburello

Soleggiato all’esterno, con il lungomare di Surfside (estensione nord di Miami Beach) a fare da specchio. Soleggiato nei suoi interni, grazie a un progetto visionario. Arte è un condominio fronte mare concepito con un’espressione architettonica fluttuante e leggera dallo studio di progettazione interdisciplinare Antonio Citterio Patricia Viel, in collaborazione con Kobi Karp Architecture & Interior Design. Una volumetria simmetrica, situata tra Collins Avenue e Atlantic Way, che fa perno su un asse centrale est-ovest dal quale si articolano elementi aggettanti orizzontali (serie di terrazze) lungo la lunghezza dell’edificio e che vanno rimpicciolendosi salendo gli 11 piani che lo compongono.

Sporgenze/terrazze che non solo celebrano la vita all’aria aperta dilatando gli spazi tra dentro e fuori e permettendo alla luce di inondare gli ambienti dei 16 appartamenti previsti, ma che, con la loro conformazione a piramide, ben si inseriscono nel tessuto cittadino, consentendo alla massa della struttura di fare elegantemente ‘un passo indietro’ nel rispetto dell’area circostante. “Abbiamo creato un edificio che enfatizza il rapporto molto speciale tra l’ambiente urbano e la spiaggia. Pochissimi edifici a Miami lo fanno”, spiega Patricia Viel.

Arte, Miami Beach
Arte, Miami Beach
Arte, Miami Beach

Sono ampie e aperte le vedute senza ostacoli sull’oceano che si possono godere dagli spazi interni delle lussuose residenze private, grazie anche alle porte vetrate scorrevoli e da un sistema di finestre Schüco profilate in bronzo. Ambienti progettati con eleganza discreta e informale, dove l’uso di materiali pregiati crea un insieme contemporaneo estremamente sofisticato: travertino, utilizzato sia per gli esterni sia per gli interni, caratterizzato da ricche venature e calde tonalità, bronzo, legno, pietra e vetro.

“Gli interni esprimono una sensibilità europea – spiega Antonio Citterio –, la discrezione si sposa alla massima funzionalità”. Tutto è studiato per privilegiare la privacy fra zone comuni e camere da letto, sfruttando sempre al massimo la luce naturale e senza mai limitare la vista sull’oceano. La pavimentazione in quercia europea bianca in listoni da 28 cm bilancia la presenza costante di profili in bronzo e si abbina al prestigioso parquet in legno di ipè delle terrazze.

Arte, Miami Beach
Arte, Miami Beach

L’isola sospesa è il cuore della cucina, arredata da mobili Poliform in quercia color cenere e piani in marmo bianco con contrasti bronzo, dotata di elettrodomestici Gaggenau, compresa una cantina frigo a tutta altezza.

I bagni padronali sono autentiche spa, con vasca da bagno scultorea intagliata a mano, mobili in quercia e marmo, docce in vetro, pavimento e pareti sempre in travertino, sebbene i progettisti non abbiano trascurato nemmeno plus da resort, come centro benessere dotato di piscina coperta da 23m, sauna, sala vapore, laghetto di meditazione e una cascata a doppia altezza. A cui si aggiungono spazi fitness e ricreativi con ulteriore piscina all’aperto, campo da tennis e club house.

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Arte, Miami Beach

Una rapida occhiata di quel che questo elegante condominio offre la dà subito la lobby: arredata con pezzi B&B Italia disegnati da Antonio Citterio e, in posizione centrale, un’opera dell’artista Olafur Eliasson, Polychromatic Chronology 2016.