B+K, gli antropologi dell’interior design

Alon Baranowitz e Irene Kronenberg, cofondatori dello studio internazionale Baranowitz + Kronenberg parlano del loro approccio alla progettazione

Irene Kronenberg & Alon Baranowitz
Irene Kronenberg & Alon Baranowitz

Alon Baranowitz si occupa degli aspetti creativi, delle strategie progettuali, dei concetti spaziali, dei metodi e dettagli costruttivi, dei materiali. Irene Kronenberg, con una laurea in interior design, ha una visione a volo d’uccello per meglio prevedere l’imprevedibile e indirizzare lo studio nella giusta direzione. Ha un approccio da psicologa con una sensibilità unica nella comprensione dei contesti umani. Entrambi si descrivono come ‘designer globetrotter’ avendo viaggiato in tutto il mondo. “La nostra visione nomadica si riflette nei nostri progetti, crediamo che la nostra unicità stia nella capacità di sedurre e attrarre le persone con una ‘narrazione’ che cattura e celebra l’essenza del tempo, del luogo e della comunità”. Loro sono Baranowitz + Kronenberg.

Perché vi considerate “storyteller e non solo uno studio di interior design”?
Ci sentiamo come antropologi, cerchiamo di non crearci idee preconcette o preferenze personali su come dovrebbero essere le cose. Una forma mentis che ci consente di immergersi nelle diverse culture e arrivare all’essenza, il punto di partenza da cui sviluppare la nostra narrazione, fatta di elementi indigeni e luoghi che creiamo su misura. Non abbiamo una formula o uno stile, cerchiamo l’essenza del luogo per creare microcosmi in cui le persone siano coinvolte in una narrazione che celebra l’essenza del tempo e il desiderio umano di autenticità e originalità.

Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
Sir Victor, Barcelona
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Sir Joan, Ibiza
Sir Joan, Ibiza
Sir Joan, Ibiza
Sir Joan, Ibiza
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Per i vostri progetti “cercate il punto di astrazione minima”, tuttavia gli spazi che progettate non sono minimalisti.
Il concetto di ‘astrazione minima’ non deve essere preso letteralmente, piuttosto si riferisce uno dei principi su cui si basa il nostro lavoro, una progettazione aperta e una lettura poliedrica del contesto. Per giungere a questo livello di espressione dobbiamo tradurre la narrazione in astrazione minima, dove l’intangibile conta quanto il tangibile.

Nel progettare spazi per l’ospitalità, quali principi sono importanti per voi?
Sono essenzialmente tre. Il più importante sono le persone, tutto gira attorno al loro benessere. Poi la cultura, la storia, la geografia, l’economia e la politica che definiscono il genius loci. Ci comportiamo sempre come antropologi, osserviamo, ascoltiamo, conversiamo con più persone possibile e raccogliamo dati e scoperte.

Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
Caesarstone Concept House - Photo © Assaf Pinchuk
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New Chesterfield by Lensvelt

New Chesterfield by Lensvelt

Solo quando ci sentiamo padroni di questa nuova conoscenza lasciamo che essa ci guidi nella valutazione del progetto. Il terzo principio è la creazione di una esperienza aperta, senza tempo e memorabile. La migliore esperienza che possiamo portare come designer deve consentire flessibilità e interpretazione, permettere alle persone di trovare un significato individuale nel vivere lo spazio, qualsiasi spazio. Non possiamo essere prescrittivi, fondamentale è l’interpretazione personale.

Progettate anche spazi retail, come si sta evolvendo il retail design?
Il retail design deve evolversi per adattarsi al modo sempre diverso con cui viviamo l’esperienza dell’acquisto. Nel caso di Âme NYC, abbiamo proposto un nuovo modo di interpretare una gioielleria, volevamo mettere l’esperienza umana al centro e abbiamo creato uno spazio per le emozioni con un approccio olistico in cui i gioielli sono importanti quanto l’esperienza dello spazio, la texture dei materiali che tocchiamo, il profumo che sentiamo. Abbiamo proposto un’esperienza diversa in un settore che ancora deve imparare a gestire nozioni come intuitivo, informale, performativo, sostenibile e memorabile.

Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
Âme Store, New York - Photo © Amit Geron
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W Ibiza
W Ibiza
W Ibiza
W Ibiza
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Avete recentemente terminato il W Ibiza, su quali altri progetti recenti avete lavorato?
Per citarne alcuni, abbiamo sviluppato la collezione di sedute e sofà Chesterfield per il marchio olandese Lensvelt. Quest’anno è prevista l’apertura del W Prague in Wenceslas Square, ed è stato un grande onore partecipare alla trasformazione del leggendario Grand Hotel Europa. La House of Caesarstone ha inaugurato a Tel Aviv e stiamo lavorando agli spazi F&B dell’Edition Hotel di Milano.