Virgola: the kitchen that redefines daily wellbeing

Massimo Iosa Ghini designs for ARAN Cucine a soft and vital kitchen environment, thought for the ergonomics of movement and a new convivial dynamic, without neglecting ethical responsibility. Presented in preview at Milan Design Week 2026, at the brand's Flagship Store in Porta Nuova

Virgola by ARAN Cucine, design Massimo Iosa Ghini
Virgola by ARAN Cucine, design Massimo Iosa Ghini

The kitchen has quickly transformed from a machine to an organism. From a place solely for food preparation to the social heart of the home, where experiences are shared and diversified. Massimo Iosa Ghini has leveraged this paradigm shift with Virgola, designed for ARAN Cucine, a kitchen that, as the name suggests, follows the natural movement of the body with sinuous lines, coupled with an “invisible” efficiency that eliminates physical clutter. An emotional environment, no longer purely technical, where technology shapes materials in function of ergonomics, and where innovation also means reducing unnecessary components and optimizing resources. The designer explains.

Virgola si definisce come un progetto che mette al centro l’individuo e il suo modo di abitare. In che modo?
Attraverso la ‘riconnessione biocentrica’, abbandonando la rigidità industriale a favore di forme organiche e sinuose che favoriscono il benessere psicofisico. Il design è pensato per assecondare il movimento naturale del corpo nello spazio, rendendo l’uso quotidiano della cucina immediato, fluido e privo di attriti fisici o visivi.

Che input le sono stati dati dall’azienda per la progettazione?
Gli input principali riguardavano l’allineamento con i Megatrend 2026 del Salone del Mobile: abitare il cambiamento attraverso la sostenibilità e l’innovazione. L’azienda ha richiesto una proposta basata sul binomio tra maestria e innovazione, puntando sulla longevità progettuale e sull’ottimizzazione sistemica delle risorse per ridurre gli sprechi.

Come le è venuta l’idea della curva che ha ispirato il nome?
L’idea nasce dalla volontà di superare la frammentazione degli spigoli per abbracciare un linguaggio organico e razionale, trasformando la cucina da macchina a “organismo vivente”. La curva non è un semplice esercizio estetico, ma una risposta formale a una necessità ergonomica, studiata per ottimizzare le superfici, l’uso e la convivialità.

Qual è la componente tecnologica di Virgola? Quali le caratteristiche strutturali?
La tecnologia in Virgola non è esibita in modo meccanico, piuttosto è integrata nella forma. Serve a ottenere continuità delle linee curve – la ‘virgola’ appunto -, evitando giunzioni visivamente invasive e ad adattarsi al corpo umano, sfruttando la flessibilità del materiale e la precisione produttiva. Una significativa innovazione è la curvatura del gres porcellanato: un materiale estremamente rigido e difficile da lavorare in forme non piane. La sua piegatura in una superficie curva rappresenta un avanzamento tecnologico significativo, perché richiede processi industriali ad alta precisione e controllo. Il lavello non è più un elemento applicato ma è ricavato dallo stesso materiale del top, il gres, eliminando ogni discontinuità produttiva. Questo implica il passaggio da una logica tradizionale del lavello inserito a una logica integrata, quasi scultorea.

Come ha organizzato le varie zone di lavoro e di convivio?
L’organizzazione si basa sul concetto di continuità. Nella zona lavoro, il piano in gres integra un lavello sartoriale fuso nel top per la massima igiene; i pensili ultra-sintetici con sistema Sliding Door eliminano l’ingombro delle ante battenti, fluidificando il flusso di lavoro. La zona convivio è rappresentata dall’isola snack integrata, che emerge dal monolite principale come un’estrusione naturale, favorendo una socialità più dinamica e ottimizzando lo spazio.

Massimo Iosa Ghini - Photo © Mattia Aquila
Massimo Iosa Ghini – Photo © Mattia Aquila

Parliamo dei materiali utilizzati e delle nuance scelte.
Ho selezionato materiali che esaltano la tattilità e la riflessione della luce: le laccature Soft-Touch rendono la superficie setosa al tatto e visivamente profonda; il gres utilizzato per il work-top ‘scalda’ il design, creando un equilibrio tra natura e artificio, dal momento che non è solo un materiale ma la sintesi tra tecnologia e natura, perché nasce da materie prime naturali trasformate attraverso processi ad altissima temperatura che ne aumentano resistenza e compattezza. L’utilizzo di metalli combinati con materiali traslucidi e superfici laccate, e materiali ceramici, esprimono leggerezza visiva e resistenza strutturale. Il progetto è pensato per la produzione seriale, con tecniche e lavorazioni standardizzate che riducono sprechi e costi. Per le nuance, la palette si muove spesso su toni neutri, eleganti e senza tempo: grigi caldi, bianchi gesso, interrotti talvolta da accenti metallici e materici che sottolineano le linee curve. Ho utilizzato il PANTONE 11-4201 Cloud Dancer, un bianco etereo, leggero, quasi impalpabile. Non un colore forte, non un’affermazione visiva, ma quasi una sottrazione. C’è poi la presenza del vetro cannettato nell’anta scorrevole con frame in profilo estruso di alluminio: non solo una soluzione funzionale, ma un vero dispositivo progettuale che lavora su due dimensioni fondamentali: trasparenza e dinamismo. La texture del vetro amplifica il sistema scorrevole, cattura la luce e la trasforma in vibrazione reattiva all’ambiente, cambiando percezione a seconda del punto di vista e dell’illuminazione.

Dal punto di vista funzionale, in che modo Virgola segue le richieste consumatori e le esigenze dettate dalla contemporaneità?
Assistiamo a un’evidente trasformazione socio-comportamentale: la cucina è diventata un luogo multitasking dove si lavora, si socializza, si accolgono ospiti. È uno spazio di relazione e questa evoluzione si riflette chiaramente nel progetto. La risposta di Virgola alle esigenze e ai desideri del consumatore passa attraverso un design più organico. La cucina, in questo senso, smette di essere un oggetto tecnico ma diventa un ambiente da abitare emotivamente.

Qual è il contributo di Virgola ad un basso impatto ambientale e come segue la filosofia green del brand?
Prima di tutto abbiamo ridotto, per quanto possibile, i componenti, eliminando maniglie e sovrastrutture decorative per arrivare all’essenziale. Meno elementi vuol dire meno materiali da produrre, assemblare e smaltire. Significa scegliere con consapevolezza. I materiali utilizzati sono eco-compatibili: pannelli a bassissima emissione di formaldeide e vernici all’acqua che riducono drasticamente la presenza di sostanze organiche volatili. La vera sostenibilità non è solo nel ciclo produttivo, ma nel tempo: Virgola è pensata per accompagnare le persone per decenni, opponendosi alla logica dell’usa e getta. E significa ottimizzare ogni risorsa. I processi produttivi di ARAN Cucine sono progettati per ridurre gli sprechi energetici e valorizzare i residui di lavorazione del legno, che vengono riciclati e recuperati. Questo approccio è supportato da certificazioni e standard riconosciuti a livello internazionale (FSC, LEED, ESG).