XXVI Compasso d’Oro ADI: le radici del design

La premiazione nel nuovo ADI Design Museum. Un nuovo radicamento fisico ed etico segna l’edizione XXVI del Compasso d’Oro

Arrangements by Michael Anastassiades, Flos
Arrangements by Michael Anastassiades, Flos

La premiazione del XXVI Compasso d’Oro ADI si è finalmente svolta nella sua sede istituzionale, quella degli spazi milanesi del nuovo ADI Design Museum di via Ceresio 7, ufficialmente varati con tanto di nome alla piazza antistante (piazza del Compasso d’Oro) a conferma dell’importanza di questo nuovo punto di riferimento per il design.

ADI Design Museum
ADI Design Museum

L’evento è stato accompagnato dalla mostra ‘Mettere radici’, aperta a ingresso libero sino al 16 settembre, e dal titolo esplicativo di quanto “questo nostro mondo sia profondamente interconnesso, evidenziato proprio dalla recentissima emergenza virale”, come spiega Luciano Galimberti, presidente ADI.

Sono tre le parole chiave per questa edizione: sviluppo, sostenibilità e responsabilità. “Tre priorità – continua Galimberti – che non possono più essere affrontate separatamente, anzi, che rappresentano una complessità originale, dove le ragioni dello sviluppo si devono misurare con quelle della sostenibilità e della responsabilità allargata ben oltre i confini del pragmatismo tendente a far coincidere la verità con l’utilità”. Un concetto suggellato da un’istallazione, in mostra, con 18 nuovi alberi (uno per ogni premiato) messi a dimora per l’occasione e che, al termine della manifestazione entreranno a far parte del fondo di forestazione urbana ForestaMi promosso da Regione Lombardia, Città metropolitana e Comune di Milano, il cui obiettivo per il 2030 è arricchire di oltre 3 milioni di nuove piante il patrimonio verde urbano.

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Diciotto dunque i premi Compasso d’Oro assegnati dalla giuria internazionale presieduta da Denis Santachiara e composta da Luca Bressan, Virginio Briatore, Jin Kuramoto, Päivi Tahkokallio, tra cui:
l’apparecchio illuminante Arrangements disegnato da Michael Anastassiades per Flos; le attrezzature medicali e ospedaliere D-Heart di Design Group Italia per l’omonima azienda; la stazione di ricarica per veicoli elettrici Enel X Juicepole/Juicebox di Koz Susani Design per Enel X; gli arredi Spazio di Lucchesedesign Studio per Falmec e il sistema cucina Rua di TM Italia. Ma anche la Ferrari Monza SP1 per la sua “capacità di proiettarsi nel futuro facendo tesoro della memoria e senza cadere nel vintage”, il progetto sociale Food for soul e il componente per auto Formula E Caliper di Brembo. Premio nella categoria “impresa etica” a Pieces of Venice di Luciano Marson.
(nella Gallery l’elenco completo).

Si aggiungono poi 9 premi Compasso d’Oro alla carriera – tra cui Nanda Vigo, Eugenio Perazza, Carlo e Piero Molteni -, 3 premi Compasso d’Oro alla carriera internazionaliJasper Morrison, Emilio Ambasz, Nasir e Nargis Kassamali – e, novità significativa di questa edizione, anche 3 premi Compasso d’Oro alla carriera del prodotto, assegnati a oggetti cui il design ha garantito non solo il successo ma anche una straordinaria durata: progettati da decenni sono ancora felicemente in produzione. Qui spicca il best seller Nathalie di Flou del maestro Vico Magistretti, seguito da Arco di Flos (design Pier Giacomo e Achille Castiglioni), e Sacco disegnato daPiero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro per Zannotta.  

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