Ispirato al passato per condurre al futuro

Non linee verticali, ma incroci tra dischi e superfici sfaccettate che ricordano quelle della rosa del deserto. A Doha, su progetto di Jean Nouvel, ha aperto The National Museum of Qatar, un museo che collegando il passato al futuro racconta la storia del paese

National Museum of Qatar - Design Ateliers Jean Nouvel - Photo © Iwan Baan
National Museum of Qatar - Design Ateliers Jean Nouvel - Photo © Iwan Baan
DATA SHEET

Client: Qatar Museums
Architecture: Jean Nouvel (Ateliers Jean Nouvel)
Landscape design: Michel Desvigne
Landscape engineering: Aecom
Engineers: Arup London
Architect of record: QDC
Roads design: Aecom & Parsons
Museography: Renaud Pierard
Scenography: Ducks Scéno (Michel Cova)
Facades: BCS & Ingphi
Lighting design: Licht Kunst Licht, L’Observatoire International Hervé Descottes, Scherler
Acoustics: Avel Acoustique
Signage: Pentagram-London
Museographic multimedia: Ducks Scéno, Labeyrie & associés, Immersive
Film consultant: Pierre Edelman
Heritage consultant: Mohammed Ali Abdulla
Photo credits: Iwan Baan, Danica O. Kus

“La rosa del deserto è la prima struttura architettonica che la natura stessa crea, attraverso l’opera del vento, dell’acqua del mare e della sabbia che agiscono insieme per millenni”, racconta l’architetto francese Jean Nouvel che, per portare a termine un progetto di tale entità, ha dovuto affrontare numerose sfide tecniche e tecnologiche. Su una superficie di 33.618 metri quadrati, il museo si erge dal deserto attraverso un percorso ellittico di 11 gallerie che si rincorrono a partire dal Palazzo dello sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani.

National Museum of Qatar - Design Ateliers Jean Nouvel - Photo © Iwan Baan

La storia del Qatar è segnata da tre eventi fondamentali, il primo, risalente all’epoca romana, associato alla pesca delle perle e al loro commercio, il secondo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, legato alla scoperta del petrolio, seguito venti anni dopo da quella dei giacimenti di gas naturali.The National Museum of Qatar (NMoQ) riflette questi tre momenti raccontando nei diversi padiglioni la storia della penisola e dei suoi abitanti, gli stili di vita costieri e desertici, l’industria delle perle e la potenza del paese leader mondiale nei campi dell’istruzione, della comunicazione e della tecnologia energetica.

National Museum of Qatar - Design Ateliers Jean Nouvel - Photo © Iwan Baan

L’edificio, lungo 350 metri, è composto da 539 dischi in pannelli di cemento armato, rivestiti in fibra di vetro color sabbia di differenti diametri (da 14 a 87 metri) che si intersecano tra loro creando elementi a sbalzo e affascinanti giochi di luci e ombre.  Camminando all’interno delle sale ci si rende conto che non esistono linee verticali.

Questo amore per le superfici oblique nasce dalla collaborazione di Jean Nouvel con Claude Parent, architetto e teorico francese, grande sostenitore delle linee oblique, che mirava a un totale capovolgimento delle coordinate spaziali dell’architettura più tradizionale. Proprio come all’interno del NMoQ, dove le numerose superfici oblique producono una tensione che cresce durante l’intero percorso, che dura circa due ore e termina con il Palazzo Reale restaurato dal quale si accende alla corte chiamata Baraha.

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Gli spazi per le mostre permanenti (7.000 metri quadrati) si alternano a quelli per le mostre temporanee (1.700 metri quadrati), oltre a un auditorium con 213 posti e vari laboratori di restauro e conservazione. Nel Museo sono inoltre comprese diverse aeree per uffici, due bar e un ristorante panoramico. Il complesso ricorda la struttura del caravanserraglio, con una corte interna che può ospitare eventi all’aperto, spettacoli, performance e mostre.

Gli spazi d’ombra sono garantiti dai ‘petali’ della rosa che inclinandosi offrono protezione dal clima torrido. Anche nella struttura interna si è tenuto conto del clima, per questa ragione non sono previste molte aperture e le poche finestre sono arretrate in modo da non essere raggiunte dal sole. Con questi accorgimenti la climatizzazione interna risulta più economica.

L’intero sito è circondato da un parco che ricorda il tipico paesaggio del Qatar, con dune, giardini ispirati a sabkha (distese di sale), lagune artificiali e oasi. Oltre a piante e alberi locali, comprende un giardino storico di piante tradizionali, ampie aree erbose e un parcheggio con 430 posti auto perfettamente integrato nel parco.