Theatrical SPA

Nasce da un profondo senso etico il progetto di noa* per la nuova area wellness del Mohr Life Resort, nel cuore del Tirolo austriaco. Qui i principi della drammaturgia dominano su quelli dell’architettura per puntare i riflettori su un unico attore: la natura

Mohr Life Resort, Lermoos, Austria
Mohr Life Resort, Lermoos, Austria
DATA SHEET

Owner: Hotel Mohr Life Resort – Familie Künstner-Mantl
Developer: Franz Thurner
Hotel operator: Familie Künstner-Mantl
Architecture & Interior design: noa* network of architecture
Lighting design: Lichtstudio Eisenkeil
Furnishings: on design manufactured by Fischnaller, Baxter
Bathrooms: Peter Wörz Installations
Ceilings: HTB; STO Silent acoustic ceiling
Walls: Wall&Decò
Curtains & Fabrics: Delius, Glamour, Silvera
Carpets: Besana
Photo credits: Alex Filz

L’architettura come platea. La montagna, il personaggio principale. Un deliberato scambio di ruoli voluto dalla regia, quella di noa*, giovane team di architetti e designer diretto dai fondatori Lukas Rungger e Stefan Rier, che ribalta il punto di osservazione per il progetto di The theatrical spa, la nuova area wellness annessa al Mohr Life Resort, a Lermoos, tra i più antichi centri sciistici del Tirolo.

Mohr Life Resort, Lermoos, Austria

Teatrale a tutti gli effetti il risultato finale, ma non per egocentrismo, piuttosto per umiltà. L’edificio si allunga orizzontalmente al di sotto del complesso alberghiero disegnando un costone artificiale, in analogia con i muretti di pietra a secco che corrono vicini, con l’intento di adattarsi alla morfologia del terreno in leggera pendenza. Lo spazio giusto per adagiare lungo un morbido declivio la struttura in vetro e cemento che, grazie alle sue pareti riflettenti, quasi scompare colorandosi delle nuance della natura, che cambiano con le ore del giorno e con le stagioni, e concedendo alla montagna di riflettersi su di essa senza interrompere il dialogo tra morfologia, cultura e storia del luogo.

Mohr Life Resort, Lermoos, Austria

Dall’interno, si staglia il proscenio: una vista unica sull’ampia vallata del Ehrwalder Becken, punteggiata da masi e fienili e dominata dall’imponente massiccio del Zugspitze, che con i suoi 3.000 metri d’altezza segna il confine fra Austria e Germania. “È proprio la montagna, presenza maestosa e carica di energia, il banco di prova del nostro intervento”, spiega l’architetto Christian Rottensteiner, partner dello studio noa*.

“Il monte Zugspitze, in particolare, per bellezza, forza e complessità formale è indubbiamente l’elemento ispiratore e, direi, il protagonista del progetto. La nuova area wellness, infatti, è pensata come la platea di un teatro, da cui ammirare quello straordinario spettacolo della natura. In pieno relax e in piena sintonia con il paesaggio. La nostra sfida è quella di creare architetture che espandano e rendano più intensa la percezione degli spazi. Luoghi capaci di dare benessere ed emozioni nuove a chi li frequenta.”

Mohr Life Resort, Lermoos, Austria

Il complesso si articola su due livelli, con un cambio di quota che ha consentito di ricavare il volume per la piscina, altra superficie specchiante e amplificatrice della natura circostante. In tutto 600 metri quadrati composti da una parte coperta, realizzata ex novo, e un’area outdoor, che con la piscina funge anche da collegamento fra esterno e interno grazie a un’appendice centrale che si prolunga nella Spa.

Mohr Life Resort, Lermoos, Austria
Mohr Life Resort, Lermoos, Austria
Mohr Life Resort, Lermoos, Austria

Il fattore ‘teatrale’ ritorna volutamente in vari elementi. Come nei box-isola progettati su disegno e realizzati su misura con fattura artigianale. Aree relax dalle differenti esperienze sensoriali che, specie indoor, si esprimono questa volta in modo sontuoso. Organizzati come palchi teatrali orientati verso la montagna, ogni ‘box’ accoglie due lettini con diverse soluzioni di design: agli spazi a doppia altezza con maxi altalene appese al soffitto e avvolte da tendaggi, o da coni metallici per inquadrare la vista della montagna, si alternano logge chiuse per una maggiore privacy e tranquillità (ma sempre aperte sul paesaggio). Anche tinte e tessuti si ispirano ai palchi di un teatro con cotoni o morbidi velluti giocati sulle nuance calde del rosso bordeaux, che stempera nel marrone.

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Per l’illuminazione, i punti luce seguono il leitmotiv della sfera in vetro, che di volta in volta, a seconda di ambienti e esigenze, si declina in diverse versioni: scenografico lampadario che accompagna la salita della scala elicoidale, nastro di lampadine che ricorda le luci di un ‘camerino’ di teatro, semplice sfera che punteggia le pareti. Infine, i pavimenti hanno rivestimento in resina e cemento, il cui uso evita giunti, che si abbinano perfettamente anche dal punto di vista cromatico, ma senza mai confondersi grazie a texture differenti.