Il benessere tra radici e futuro

A Pechino una nuova clinica per la bellezza e la salute personale celebra in chiave contemporanea l’antica medicina cinese e i suoi elementi attraverso risorse tecnologiche e una configurazione spaziale articolata e fortemente plastica

Aqua Health Clinic, Beijing
Aqua Health Clinic, Beijing
DATA SHEET

Client: Aqua Health Clinic
Interior design: Waterfrom Design
Furnishings: Ton’s chairs and on design
Lightings: on design
Bathrooms: on design
Photo Credits: Kuomin Lee; LenmuG

Aqua Health Clinic è luogo di benessere, di silenzio e di meditazione che si spiega formalmente secondo principi estetici molto distanti da quelli abitualmente riservati alle cliniche di medicina tradizionale cinese. Partendo dalla persistenza odorosa di piante ed erbe officinali, qui quasi annullata per figurare invece come sfondo filosofico e decorativo, agli esercizi grafici e alle consistenze strutturali che, sperimentando materiali, torsioni e profili sinuosi delle pareti, configurano un setting futurista in cui la sospensione spazio temporale assume un’intenzione artistica.

L’idea progettuale di Waterfrom Design si snoda attorno al concetto di “Exhibition of Frozen Time” accompagnando i fruitori in un’atmosfera subacquea, tra schermi blu mare, scenografici chiaroscuri dovuti alla caratterizzazione spaziale e materica, piante essiccate e campioni di minerali isolati nel silenzio assoluto di teche trasparenti variamente illuminate che rinviano allo spazio concettuale adoperato dall’artista inglese Damien Hirst per indagare i complessi rapporti tra vita e morte.

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Lo spazio di 280 metri quadrati comprende aree dedicate alla consultazione e ai rituali terapeutici, una sala da tè, bagni, un magazzino e stanze per il personale. Ad accogliere i clienti, in una reception molto più paragonabile alla biglietteria di un museo, una prima lunga teca di vetro si presta a seduta illuminando gli esemplari di muschio sospesi al suo interno. Gli altri ambienti si susseguono scanditi da archi, volte, superfici che si fanno curve, si spezzano, si compenetrano per reinventare scenari e prospettive, e si plasmano per diventare arredi.

L’area della consulenza persegue l’attitudine minimalista con un lungo tavolo di legno in tinta con le pareti azzurre e con il quadro retroilluminato composto da 88 contenitori di vetro che sigillano liquido blu in differenti quantità e tonalità. Mentre nella sala accanto, la pausa tè viene offerta di fronte a una composizione che evoca il ritmo di montagne, pioggia e nebbia attraverso migliaia di aste acriliche stratificate verticalmente.

Nei bagni il rame riveste le superfici dal piano lavoro alle pareti, ma solo all’altezza del viso presenta una finitura lucida per specchiare inaspettatamente i visitatori. Completamente visibile grazie alle pareti vetrate della struttura luminosa in cui è racchiusa, l’area dedicata alla cura del viso poggia su una piattaforma rialzata lasciando che siano le attività degli occupanti a generare e proiettare continui movimenti di luce e ombra.