L’energia della natura

È un filo a doppio scambio quello tra natura e luce, fonte di vitalità l’una, aiuto essenziale ai processi foto biologici l’altra. In mezzo, i progetti illuminotecnici dedicati all’outdoor sono il tramite di relazione tra esseri umani, spazio e ambiente

Heco by Flos - Design Nendo - Photo © Tommaso Sartori
Heco by Flos - Design Nendo - Photo © Tommaso Sartori

La luce si prende cura della natura e di chi la abita. Lo dicono i progetti di illuminazione per esterno studiati ad hoc da aziende e designer con nuova consapevolezza. Vagliati, pensati, realizzati secondo valori che i tempi richiedono e con cui la progettazione deve responsabilmente fare i conti. Innovazione è la parola che li accomuna tutti perché concentra saper fare e visione futura, e che contemporaneamente li diversifica sfaccettandosi in diverse valenze.

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L’approccio umanistico ad esempio, perché ‘design’ vuol dire progetto, non solo forma e stile, e deve osservare la relazione umana e emozionale con l’oggetto. Quello di Artemide con Walking di Carlotta de Bevilacqua è un progetto dinamico centrato sulla percezione umana, attento agli aspetti visivi e psicologici grazie all’interazione con sensori: diversi gli scenari luminosi a partire da tre performance di luce bianca o colorata, single o combinate all’interno dello stesso elemento secondo un gradiente spaziale. Anche Flos impernia di emozione la collezione scultorea Heco creata da Nendo, dove una sfera illuminata in vetro opalino poggia su un’esile struttura metallica con una peculiare incurvatura, quasi a rappresentare una leggera flessione, e genera due configurazioni di oggetti: un sidetable o una lampada da terra appoggiata a una parete.

Seguono una logica di consumo fatta di attenta selezione dei materiali e lunga durata: Martinelli Luce con Frog, disegnata da Emiliana Martinelli e realizzata in polietilene con tecnologia di stampaggio rotazionale nei colori blu, ottanio, giallo e nero; Karman che con alluminio e resina compone la lampada Nilo di Matteo Ugolini, uno stelo esile e flessibile sulla cui sommità è collocato un diffusore bianco opaco, fonte di luce; Penta, che sceglie insolitamente pietra e legno per la struttura monoblocco di Angolo, design Cristián Mohaded, una scultura di luce estremamente sofisticata.

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Half Dome by Kettal - Design Naoto Fukasawa

Half Dome by Kettal – Design Naoto Fukasawa

Silère by Viabizzuno - Design Devid Chipperfield

Silère by Viabizzuno – Design Devid Chipperfield

La collaborazione con progettisti internazionali diventa poi occasione preziosa di confronto e scambio col diverso da sé. David Chipperfield ‘costruisce’ per Viabizzuno il corpo in alluminio verniciato a polvere di Silère, apparecchio a parete con diffusore in pirex trasparente, mentre Naoto Fukasawa crea per Kettal un monolite in granito, Half Dome, capace di donare infinite variazioni di luce evocando quella della luna.

Invitano ad una interazione a tutto tondo Otto, design Federica Farina per Oluce, lampada segna-percorso la cui testa si inclina grazie ad un meccanismo per orientare il fascio luminoso in diverse direzioni, e Meridiano: sgabello, tavolino, illuminazione tutto in uno, disegnato da Jordi Vilardell e Meritxell Vidal per Vibia fondendo materia e luce in una suggestiva raggiera di chiaro scuri. Infine, libertà di movimento nella nuova visione di luce portatile proposta da Axolight con Float, design Mario Alessiani: una capocchia a fungo in alluminio autonoma dalla sua base, dotata di sistema soft touch di accensione e regolazione, batteria utilizzabile per circa 9 ore, ricaricabile tramite un cavo USB e sostituibile a fine ciclo.

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