La poetica di David Dolcini

Una conversazione con David Dolcini ci porta a scoprire il pensiero che guida questo interior designer sui generis, dall’emozione che muove il suo tratto al tempo ‘necessario’ che scandisce i suoi progetti e la sua vita

David Dolcini

SI DEFINISCE UNA PERSONA ‘ANALOGICA’, E NON PER UN NOSTALGICO ATTACCAMENTO AL PASSATO, QUANTO PER I RITMI, LA MANUALITÀ, L’ESPERIENZIALITÀ – PRATICA ED EMOTIVA – A CUI QUESTO UNIVERSO METAFORICO RIMANDA.

David Dolcini ci accompagna a scoprire il suo mondo e la filosofia che definisce la sua progettualità, geograficamente suddivisa tra Valencia e Milano (dove si trovano i suoi due studi), convenzionalmente riconducibile alle numerose collaborazioni siglate con brand italiani e internazionali (Luceplan, Porada, Bric’s, Panasonic, Riva1920, Galassia Ceramics per citarne alcuni), poeticamente ispirata a un umanesimo romantico che pone l’uomo al centro delle sue riflessioni e del suo ‘fare’ scandito da un tempo ‘necessario’;  necessario a dare il giusto valore agli oggetti e lasciar emergere sensazioni sempre nuove.

Argo by Porada - Design David Dolcini

Argo by Porada – Design David Dolcini

«Il mio è uno studio un po’ anomalo. Rispetto ad altri miei colleghi ho un approccio diverso: preferisco dedicarmi a pochi progetti alla volta, impiegare anche dei giorni per realizzare un prototipo, perché sia io che i ragazzi del mio studio – che ormai sono parte di me – siamo molto critici, riserviamo molto tempo allo studio e alla ricerca».

Lampada da terra Lita by Luceplan - Design David Dolcini

Lampada da terra Lita by Luceplan
Design David Dolcini

Lampada a sospensione Lita by Luceplan - Design David Dolcini

Lampada a sospensione Lita by Luceplan
Design David Dolcini

Paradossalmente agli esordi, a soli 27 anni, lo studio Dolcini aveva dimensioni ben maggiori, ma “a un certo punto bisogna fare i conti con il proprio carattere: tutto sta nel capire se si vuole essere un’azienda o una boutique, con i pro e i contro”. Ha optato per la seconda, attingendo dal suo background culturale – in primis l’ebanisteria che è un tratto di famiglia – oltre che dall’esperienza formativa all’estero, in Brasile e in Cina dove ha lavorato per A00-Architecture, e in Italia iniziata con Luceplan, in qualità di project manager.

«Credo che sia essenziale trovare il proprio ambiente: preferisco crescere all’interno di un contesto professionale che mi fa sentire a mio agio, considerando anche quanto sia difficile creare delle buone relazioni con chi ti sta attorno; e il mondo del lavoro è basato sulle buone relazioni: quando trovo spazi dove c’è fiducia reciproca, so che c’è possibilità di crescita per entrambe le parti. Così è accaduto con Luceplan prima, ora con Porada: negli anni si è creata con la famiglia Allievi una relazione fantastica, mi hanno aperto la porta poco a poco, per arrivare oggi a una stretta sinergia che spero continui ad ampliarsi: ho grandi idee per l’azienda!».

Aria by Porada - Design David Dolcini

Aria by Porada – Design David Dolcini

Con Porada il designer condivide il tratto stilistico, basato su un “equilibrio elegante”: «Mi sono sempre innamorato di quelle cose dalla magia delicata, dall’equilibrio elegante che non necessita di ‘urlare’: in questa dimensione stilistica c’è però spazio per un po’ di ironia e per quel dettaglio che fa distinguere il progetto da altri. Da qui il mio segno che è sempre molto sottile, legato all’emozione. Ma nella progettualità l’uomo deve restare al centro, perché credo che gli oggetti siano da vivere e scoprire nel tempo: come una persona che scopri anche dopo tante volte che l’hai incontrata, e ogni volta c’è un aspetto nuovo di lei che ti stupisce. Questa è la magia».

Emblematica di questo pensiero è la lampada Halo, disegnata per Porada. «Si compone di due oggetti semplicissimi, un anello con all’interno un led e una base in marmo; per unire i due elementi ho creato un’intersezione nel marmo (riprendendo nello studio Castiglioni che creò in Arco un foro per spostare la lampada), come se una forza applicata dall’anello creasse il vuoto nel cilindro di base, un vuoto che fa capire la presenza della materia, oltre ad essere funzionale al sostegno della parte superiore. Nessun segno quindi deve essere ingiustificato, anche se la sua percezione non sarà immediata, ma scoperto nel tempo».

Halo by Porada - Design David Dolcini

Halo by Porada – Design David Dolcini

Ulisse by Bric's - Design David Dolcini

Ulisse by Bric’s – Design David Dolcini

L’importanza della temporalità è quindi un motivo che torna a più riprese, non solo a priori nella progettualità, tanto in un discorso di fruibilità di un prodotto: «La sostenibilità di un oggetto passa anche attraverso la sua durabilità che non ha a che fare con le tendenze. Il compito di un designer è disegnare oggetti che devono durare molto, quindi ben progettati, che significa rispondere a canoni estetici e avere al contempo un aspetto funzionale molto forte. Mai come in questi ultimi mesi abbiamo testato quanto nelle nostre case deve esserci spazio solo per ciò che è comodo e assicura funzionalità».
Un altro esempio di quanto l’aspetto pratico sia fondamentale è condensato nella valigia Ulisse disegnata per Bric’s: nei dettagli delle ruote, nel corretto bilanciamento, nel rapporto tra larghezza e profondità è riassunta la sua esperienza di viaggiatore cosmopolita – perfino nel segno riportato sullo stampo ispirato alle mappe metropolitane.

E per il futuro? «Credo che il mondo dell’infanzia rappresenti un tema bellissimo, così come il product design nell’ambito high-tech: siamo circondati da mille device fantastici che hanno però una durata brevissima: è un tema importantissimo per i progettisti, nonché una grande sfida. Ma sono consapevole che è un mondo troppo veloce per me!». Per vedere nel futuro prossimo la vera natura di David Dolcini dovremo attendere la conclusione di un progetto personale sul filo tra arte e design, dove la sua ricerca sulla matericità del legno porterà a inediti risultati. Aspetteremo quindi “il tempo necessario”.