Iyo Aalto, corrispondenze materiche e progettuali

Nel recente lavoro di Maurizio Lai forte è la complicità fra forma e materia, indispensabile l’intesa fra Poliform Contract e architetto

IYO Aalto, Milano - Photo © courtesy by IYO Aalto
IYO Aalto, Milano - Photo © courtesy by IYO Aalto
DATA SHEET

Client: Claudio Liu
Design and supervision: Arch. Maurizio Lai
Installations: Poliform Contract & Projects
Lighting fixtures: Hiproject
Kitchen, sushi counter, wine cellar: Marrone
Furnitures: Poliform
Faucets/bath accessories: Ceadesign
Sanitary fixtures: Rapsel
Floors and facings in restrooms: Trend Group
Photo credits: Andrea Martiradonna

IYO Aalto, Milano - Photo © courtesy by IYO Aalto

Il progetto firmato da Maurizio Lai per il secondo ristorante di Claudio Liu, aperto a fine 2019 in piazza Alvar Aalto a Milano, è riuscito a unire, su desiderio del committente, le due anime della tradizione edomae di Tokyo e la cucina giapponese più contemporanea, ma anche a rendere massimamente efficace, in un concept così personalizzato e raffinato, la stretta collaborazione con Poliform Contract, che ha realizzato su disegno con versatilità e completezza tipologica l’arredo, la falegnameria, la vetreria e i rivestimenti in pietra.

Iyo Aalto rappresenta un perfetto mix tra fornitura custom-made e fornitura in serie”, dichiara Giovanni Anzani, CEO di Poliform. “Poliform Contract ha realizzato su disegno l’ingresso del ristorante, in cui lastre in vetro float e specchi fumé creano un particolare gioco di trasparenze e riflessi, il desk e tutte le pareti del locale mai continue, che definiscono e delimitano gli spazi senza isolarli mai del tutto. Tutte le sedute del locale sono invece prodotti Poliform di serie”. L’esperienza sensoriale inizia proprio dall’ingresso, dove una bussola con lastre in vetro float, specchi fumé, profili di luce e un’installazione luminosa a soffitto innescano inattesi stimoli visivi nella percezione di riflessi e di trasparenze.

Lo stimolo diventa anche tattile toccando il porfido grigio verde del banco reception o il noce canaletto delle boiserie a parete, materiali che caratterizzano, in una continua alternanza, tutti gli spazi del ristorante. Come le pareti mobili in brise soleil, una delle quali separa l’ingresso dalla piccola sala per 8 coperti dove il cibo viene preparato davanti all’ospite, seduto a un bancone in legno con piano di lavoro e piatti in porfido grigio verde levigato su sgabelli in pelle Sophie con struttura in olmo nero e rivestimento color cuoio. Lo stesso utilizzato anche per gli imbottiti della stessa serie della sala principale, a cui si accede attraversando un setto centrale in lastre di porfido a spacco abbinato a superfici bucciardate e tagli a vuoto.

Nella sala per 38 coperti il noce canaletto riveste le superfici, scandite in tutti gli spazi da un ritmo materico incalzante, simmetrico ma mai uguale, anche nei rivestimenti a soffitto, impreziosito da lacunari in lamine di vetro float luminose. Tre contenitori in legno a parete, realizzati su misura si dispongono sulle pareti a definire lo spazio, una sorta di abaco dei materiali pregiati selezionati e dei dettagli caratterizzanti: vetro, legno, pelle, piccole finiture in ottone. Come le viti a vista o gli intarsi a coda di rondine che si ripetono sui tavoli, dotati al centro di un piatto girevole in porfido. Nei 320 metri quadrati, oltre alla cucina a vista, è stata sistemata anche una cantina a parete di 10 metri di lunghezza con anima in acciaio inox lucido, ante in vetro fumé e illuminazione interna.

IYO Aalto, Milano - Photo © Andrea Martiradonna

Come spiega l’architetto, la collaborazione con Poliform Contract “ha avuto inizio con l’ingegnerizzazione dell’abaco dei nostri arredi e allestimenti. L’azienda ha in seguito prodotto, installato e collaudato l’insieme delle opere di arredo: falegnameria, vetreria e lavorazioni in pietra. Le competenze tecnico-progettuali e la sensibilità unica di realtà produttive come Poliform, espressione più evoluta del made in Italy, sono fondamentali per la riuscita impeccabile di realizzazioni così complesse”.