“Un mondo da ridisegnare”

Azioni pre- e post-Covid, il modello urbano europeo, il DNA del design italiano e il valore del recupero architettonico secondo Marco Piva

Princype, Milano - Design Studio Marco Piva - Photo © Tecma Solutions
Princype, Milano - Design Studio Marco Piva - Photo © Tecma Solutions

LO SGUARDO È SUL MONDO DEL PROGETTO A 360 GRADI, CON ATTIVITÀ CHE VANNO DAL MASTERPLANNING AL DESIGN DEGLI OGGETTI. DALL’INNOVAZIONE NEGLI ORGANISMI ARCHITETTONICI ALLA REVISIONE DEGLI SPAZI DEL VIVERE QUOTIDIANO, ANCHE IN SEGUITO ALL’ESPERIENZA A CUI LA PANDEMIA CI HA COSTRETTO, DALLA TUTELA DELL’AMBIENTE AL RECUPERO DI STRUTTURE DI PREGIO O MONUMENTALI, SETTORE IN CUI LO STUDIO HA NEGLI ANNI FORTEMENTE CONSOLIDATO LA PROPRIA ESPERIENZA. ATTUALMENTE SOLO A MILANO LO STUDIO MARCO PIVA SEGUE QUATTRO INTERVENTI DI RICONVERSIONE DI MANUFATTI STORICI, IL PALAZZO TOURING, IL PALAZZO DELLE ASSICURAZIONI ALLIANZ, QUELLO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI, E L’INSEDIAMENTO RESIDENZIALE IN VIA PRINCIPE EUGENIO.

Marco Piva - Photo © Davide Corona

Marco Piva – Photo © Davide Corona

Touring Club, Milano - Design Studio Marco Piva - Photo © Andrea Martiradonna

Touring Club, Milano – Design Studio Marco Piva
Photo © Andrea Martiradonna

Nelle immagini delle città vuote viste nei mesi scorsi emerge nella sua massima bellezza il disegno urbano tipico italiano con la sua stratificazione architettonica, e il valore culturale ed economico del recupero e della riconversione è altissimo. Il suo studio ha una consolidata esperienza in questo settore.
A questo proposito mi fa piacere informarvi che in seno al dipartimento di Architettura del nostro Studio, abbiamo costituito la Monumental and Heritage Buildings Division, dedicata ai progetti che affrontano le tematiche del restauro, della ristrutturazione e del riuso di edifici dismessi o di rilievo storico e monumentale. Una divisione specializzata e strutturata per affrontare in modo efficiente questi temi con competenze storiche, ingegneristiche, architettoniche e di restauro coordinate sotto un’unica regia. Sono contributi indispensabili, anche sulla scorta di precedenti esperienze progettuali per giungere a configurare un ‘risultato’ finale che possa mantenere e possibilmente enfatizzare aspetti e valori dell’edificio originale pur dando vita a un nuovo organismo architettonico.

Da quali fattori dipendono queste scelte di “recupero” funzionale degli edifici?
Da molti fattori, la loro collocazione sul territorio o all’interno del tessuto urbano, le potenzialità estetiche e volumetriche, le caratteristiche strutturali e distributive che possano consentirne un nuovo ed efficace riuso. Ad esempio, per il palazzo in stile Liberty del Touring Club in Corso Italia a Milano, un’operazione di trasformazione da edificio per uffici a hotel a 5 stelle, abbiamo assunto come riferimenti le spazialità interne originali dei piani più nobili dell’edificio e elementi di grande importanza storica e culturale, tra i quali la Biblioteca del Touring, con la ricchissima collezione di guide e libri inerenti la storia del turismo e del viaggio, che potrà ancora essere visitata da tutti.

Se in Italia è fondamentale il tema del recupero, all’estero, ad esempio in paesi come la Cina in cui avete progetti in corso, qual è l’approccio?
In Cina la sensibilità verso la conservazione sta crescendo. Abbiamo appena concluso il lavoro di recupero di una fabbrica degli anni Trenta, un edificio caratterizzato da un’impronta fortemente razionalista, completamente rivestimento in mosaico di vetro. Ora è divenuto headquarter di un’importante società cinese di Real Estate. Sono rimasto positivamente colpito dal fatto che anche in Cina vi siano specialisti del settore molto preparati e profondi conoscitori del patrimonio artistico monumentale italiano.  Molti di loro hanno vissuto il difficile periodo della fase super-espansiva delle città cinesi e del diffondersi di un’architettura contemporanea esteticamente “aggressiva”, sovente incapace di rapportarsi al contesto storico e sociale a causa della frenetica necessità di sviluppo. La conseguenza è stata purtroppo la demolizione di numerosi edifici antichi e di pregio che potevano essere salvati.

Tonino Lamborghini Towers, Chengdu - Design Studio Marco Piva

Tonino Lamborghini Towers, Chengdu – Design Studio Marco Piva

Baidatu, Shanghai - Design Studio Marco Piva

Baidatu, Shanghai – Design Studio Marco Piva

Un diverso approccio invece è stato scelto invece per un altro vostro progetto a Shanghai.
A Shanghai abbiamo appena concluso un progetto preliminare all’interno di una grande area di residenza popolare recentemente rasa al suolo, in cui però abbiamo sostenuto la necessità di preservare cinque piccoli edifici, testimonianze degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, alcuni caratterizzati da tratti di architettura europea e coloniale. Il progetto prevede, in accordo con le autorità preposte alla Conservazione dei beni architettonici, di “spostare” fisicamente e “ricollocare” gli edifici in un piccolo parco tematico protetto. Verranno a far parte di più vasto complesso moderno, mantenendo la loro dignità espressiva arricchita da nuove funzioni interne: kindergarden, atelier d’arte, tea and coffee house, fashion boutique, museo. Si tratta di una soluzione di grande coraggio atta ad evitarne la distruzione, impensabile in un paese come l’Italia. Questo approccio, anche se non può garantire il recupero di vaste aree abitative storiche in stato di abbandono e degrado in molte città cinesi, consente però la salvaguardia di edifici caratterizzati da un valore di memoria storica e sociale che possano essere restaurati e riconvertiti a nuovi utilizzi.

Che si tratti di Italia o Cina, come scegliere fra costruire ex novo o recuperare e riconvertire?
In ogni contesto territoriale e urbano gli edifici storici e di pregio, non necessariamente monumentali, creano relazione estetiche, funzionali, sociali ed emozionali con l’intorno di cui fanno parte. In caso di immobili abbandonati e non più utilizzabili per la funzione originale si sviluppa un’accurata analisi delle potenzialità per definire, al di là di una facile demolizione, un eventuale programma di rivitalizzazione, tenendo conto delle volumetrie disponibili e delle norme specifiche di attuazione necessarie a un progetto di recupero. Nel nostro progetto de Le Terrazze a Mogliano Veneto un imponente eco-mostro di cemento armato, destinato a centro commerciale, è rimasto per anni in stato di totale abbandono prima di essere trasformato in un nuovo complesso multiuso caratterizzato da vasti giardini pensili. Dove è possibile operare una scelta tra abbattere o mantenere un edificio esistente, diventa importante valutare tutti i fattori che possono portare a una trasformazione, mirata a stabilire un equilibrio tra l’investimento economico e le potenzialità del bene architettonico. Noi crediamo molto, ove è possibile applicarla, alla logica del mix funzionale che consente di configurare una pluralità di obbiettivi tra loro coordinati e applicabili alla struttura che si intende rigenerare. Naturalmente occorre analizzare tempi e costi dell’iniziativa per valutare da subito se il recupero vale l’investimento. In genere gli sviluppatori sono fortemente interessati a edifici caratterizzati da un intrinseco valore architettonico che si possano prestare a nuove interpretazioni e usi.

Palazzo Generali, Milano - Design Studio Marco Piva

Palazzo Generali, Milano – Design Studio Marco Piva

Una volta scelta la soluzione del recupero, quanta sperimentazione può esservi?
Per quanto relativo all’esperienza consolidata dal nostro Studio c’è sempre un grande spazio sperimentale per concepire soluzioni estetiche e funzionali nuove. Occorre procedere con un lavoro di squadra in cui l’architetto assume il ruolo di coordinatore dei vari specialisti impegnati nella progettazione delle strutture e degli impianti, nelle opere di restauro, nella scelta dei materiali e delle tecnologie. Nei casi in cui risultasse impossibile recuperare edifici esistenti ad un vantaggioso riuso diviene importante mantenerne la volumetria per definire un nuovo organismo architettonico, funzionale alle necessità di sviluppo. Ad esempio, per il nostro nuovo progetto residenziale Princype in costruzione in Via Principe Eugenio a Milano, abbiamo utilizzato le volumetrie disponibili per creare un organismo architettonico che, nel rispetto delle normative, avesse caratteristiche estetiche e funzionali innovative: facciate modulate in un intenso gioco tra pieni e vuoti, con trasparenze e traguardi visivi arricchiti da un articolato complesso di ampi terrazzi, balconi e logge che dalla sommità dell’edificio digradano verso il basso, sino al giardino posto al centro e intorno alla struttura. In sostanza un’operazione che mira a colmare un vuoto urbano restituendo un’architettura caratterizzata da alti standard estetici e funzionali, una proposta funzionale attenta ai nuovi valori estetici, di vivibilità e di utilizzo dell’energia.

DoubleTree Hilton - Design Studio Marco Piva +DHK

DoubleTree Hilton – Design Studio Marco Piva + DHK

La Suite Hotel, Matera – Design Studio Marco Piva
Photo © Andrea Martiradonna

Nella fase post epidemia, sul medio e lungo termine, quali concetti e azioni nel mondo del progetto a 360 gradi, dall’architettura al design di prodotto, possono essere determinanti come portatori di un cambiamento di una diversa consapevolezza.
Credo che la lezione questa volta sia stata veramente e dura. Ci siamo resi conto che dobbiamo rivedere idee e posizioni che si erano ormai consolidate quasi acriticamente. Almeno per gli anni a venire ci saranno conseguenze importanti soprattutto nel settore della progettazione, sarà indispensabile individuare soluzioni innovative per affrontare nuove esigenze avendo ben presente che ci sono limiti fisici e materiali all’espansione incontrollata.

Sarà necessario elaborare una visione strategica di più vasto respiro, ripensare al territorio, alle città, a come ricostruire un equilibrio tra centro e periferie, tra aree costruite e aree verdi, al consumo attento del suolo, alla rigenerazione urbana con l’abbattimento di strutture ed edifici fatiscenti e non più utilizzabili, alla riduzione del traffico veicolare, a concepire nel complesso città, quartieri ed edifici di scala più umana. Non abbiamo bisogno di fare make-upping ma di innescare profonde trasformazioni, dovremo prenderci cura della riduzione dell’inquinamento, della qualità dell’aria, dell’utilizzo attento dell’acqua e del suo riciclo, della salute e sicurezza delle persone.

NH Laguna Palace, Venezia - Design Studio Marco Piva + DHK

NH Laguna Palace, Venezia – Design Studio Marco Piva + DHK

Come proporre masterplan per aree urbane più a misura d’uomo?
Abbiamo partecipato a progetti e concorsi, con esiti molto positivi, in cui abbiamo cercato di riversare la nostra cultura umanistica e tecnologica di matrice italiana, proponendo modelli di città vivibili e osmotiche. Stiamo lavorando su tipologie di quartieri molto articolati caratterizzati da organismi architettonici mix-use basati sul concetto di integrazione e flessibilità funzionale. Funzioni diverse, che si auto-relazionano, auto-contengono in grado di creare anche a piccola scala luoghi speciali in cui è piacevole risiedere, lavorare, acquistare, socializzare. Quindi non più città, quartieri e edifici parcellizzati e specializzati che impongono massicci spostamenti delle persone.

Vanno ripensati anche gli spazi del vivere, soprattutto nel breve termine.
In questa fase di transizione occorre senz’altro rivedere i luoghi dell’ospitalità, hotel, ristoranti e locali pubblici, perché possano essere riattivati in modo funzionale. Dopo essere stati a lungo “prigionieri” in casa nostra, ci siamo resi conto che gli spazi domestici hanno un estremo valore. Che vanno concepiti con nuove attenzioni, con ambienti flessibili ma anche separabili, con più spazi privati o condominiali all’aperto, dovranno dotarsi maggiormente di terrazzi, balconi e logge per offrire una migliore qualità della vita. Infine, c’è un intenso lavoro da sviluppare a livello di design, l’ultima scala della progettazione, per riconcepire prodotti e forme, materiali e applicazioni, elementi strategici in una visione più etica per la produzione dei beni di consumo. Anche il design contribuirà a una nuova visione degli spazi, degli ambienti, delle prestazioni degli oggetti d’uso e degli elementi di arredo grazie a una ricerca continua formale e tecnica, caratteristica intrinseca del design italiano, da sempre attento alla dimensione umana del progetto.

Santa Sofia, Milano - Design Studio Marco Piva

Santa Sofia, Milano – Design Studio Marco Piva