Relazioni di benessere

La qualità di un’opera architettonica è sempre il frutto di un lavoro di squadra tra architetto e committente. Se l’obbiettivo comune è la ‘bellezza sostenibile’ il risultato è assicurato, come nel nuovo Davines Village a Parma

Davines Village, Parma, Italy
Davines Village, Parma, Italy
DATA SHEET

Owner: Davines
Architecture: Matteo Thun & Partners, technical director Luca Colombo
Interior design: Molteni&C|Dada Contract Division, design by Monica Signani
Landscape architect: del Buono Gazerwitz
Furnishings: Molteni&C|Dada Contract Division
Lighting: Flos (corridor), Viabizzuno (offices)
Bathrooms: Zucchetti
Wood laminar façade: Uniform
Roof covering: Zintek
Greenhouse, iron walls and glass offices structures: Vetreria Busnelli, Secco (profiles)
Photo credits: Max Zambelli

Nominata da Istituto Italia (nel 2008) come una delle migliori 100 aziende dove si lavora meglio, Davines, specializzata in prodotti professionali per la cura dei capelli e della pelle, inaugura la nuova sede alle porte di Parma. Il progetto nasce dalla matita di Matteo Thun&Partners, con il direttore tecnico Luca Colombo e con un progetto di interni, curato dalla interior designer Monica Signani e realizzato da Molteni&C|Dada Contract Division. “Il punto di partenza è stato il benessere dei dipendenti, fattore chiave che ci ha guidato lungo la progettazione di uffici, reparto produttivo e magazzino.”

“Abbiamo voluto dare vita a un villaggio funzionale con un’estetica armoniosa, che coniugasse le tradizionali forme architettoniche rurali con volumi innovativi, espressi attorno alla serra e agli ampi spazi verdi” – queste le parole dell’architetto Thun. Il progetto è stato concepito per sottrazioni, su una superficie di 77.000 mq. La nuova sede occupa il 20% dell’area (11.000 mq) e comprende gli spazi dedicati a uffici, formazione, laboratorio di Ricerca e Sviluppo, stabilimento produttivo, magazzino e una grande serra occupata da ristorante e spazi co-working. Il verde, progettato dallo studio del Buono Gazerwitz, occupa il resto della superficie con vari spazi tra cui due corti interne con una vasca d’acqua e un orto scientifico pensato per coltivare alcune specie vegetali usate nei prodotti cosmetici.

Altra sottrazione che caratterizza il Davines Village è quella degli elementi in muratura: le strutture in legno di rovere naturale, a due piani, con coperture in zinco titanio, sono ridotte al minimo per lasciare spazio all’uso del vetro che regala a ogni postazione di lavoro una vista sulle zone verdi. Il magazzino è un edificio prefabbricato, dove prevale l’utilizzo del bianco e del grigio, con facciate autopulenti in cemento e pannelli in policarbonato e zinco. Bianco è anche il colore della reception, dove lo scultoreo volume architettonico del banco, rivestito in marmo bianco Sivec, con bordature in ottone acidato, sembra sollevarsi dal pavimento in resina.

Monica Signani si è anche occupata della progettazione degli arredi custom made con materiali e finiture curate nel dettaglio, dalle basi in bronzo galvanico ai top in linoleum, dalle bordature in ottone acidato ai legni naturali con finitura a olio, ai piani in vetro retro verniciato. Per gli arredi è stato scelto il maestro Gio Ponti con il cassettone D.655.1 e la libreria D.357.1 rieditati da Molteni&C. Il grande bistrot ha un gusto retrò, con tavoli di diverse tipologie e dimensioni, pannellature di rivestimento in marmo gris du marais grigio azzurro e una laccatura con effetto craquelé sulla pietra lavica dei top.