Amuse / A Muse by the Sea

Sul waterfront di Hong Kong, K11 Musea si propone come ‘museum retail concept’ riconsiderando l’esperienza del mall tradizionale con una forma ibrida. Fra fisico e digitale, fra shopping, intrattenimento e arte in un’architettura che è anche spettacolo

K11 Musea - The Opera Theatre - The Oculus
SCHEDA TECNICA

PROJECT CREDITS
Victoria Dockside Masterplan: Adrian Cheng in collaboration with Kohn Pedersen Fox
Lead architect: Kohn Pedersen Fox
Executive architect: Ronald Lu and Partners
Sustainability consultant: Arup
Lead architect: James Corner Field Operations
Landscape executive architect: Urbis

K11 MUSEA
Overall lead architect: Kohn Pedersen Fox
Executive architect: Ronald Lu and Partners
Façade design, sunken plaza, atrium, Gold Ball, Doughnut Playhouse: Kohn Pedersen Fox
Entrance, Nature Discovery Park: PLandscape
Schematic design of Opera Theatre: AB Concepts
Escalating Climbers, Oculus, Bohemian Pavilion, Arches, Hexagons + Ovals, Nature Discovery Park Conservatory: LAAB Architects Krescent Planter, The Bohemian Garden: James Corner Field Operations
Peacock Playground: Monstrum
Visual Corridor: Leigh + Orange
Lighting: Speirs + Major
KUBE: OMA
Victoria (chandelier): Lasvit
Photo credits: courtesy of K11 Musea

“K11 Musea mira ad essere la nuova destinazione culturale di Hong Kong e dell’Asia intera, dove i millennials di tutto il mondo possono riunirsi e riscoprire la loro musa.”

Adrian Cheng

“La location, la dimensione, il concept di K11 Musea sono unici – il progetto coinvolge architetti di primo piano oltre a più di cento designer e artisti, tanto locali che internazionali. K11 Musea aggiungerà infatti un notevole contenuto culturale alle spalle del lungomare di Tsim Sha Tsui, a Hong Kong, che dagli anni ’90 ha purtroppo perso il suo charm leggendario. K11 Musea mira ad essere la nuova destinazione culturale di Hong Kong e dell’Asia intera, dove i millennials di tutto il mondo possono riunirsi e riscoprire la loro musa.”  Adrian Cheng, executive vice-chairman di New World Development, ha le idee chiare sul target di clienti, considerati dagli analisti ‘super consumer’, con cui vorrebbe condividere l’innovativa esperienza di shopping e cultura offerta nel mall inaugurato ad agosto 2019 sul Victoria Dockside.

Il completamento di K11 Musea conclude, diventandone l’epicentro, un intervento di rivalorizzazione urbana durato 10 anni, con un investimento di 2,6 miliardi di USD, che ha trasformato l’area a vocazione prima logistica poi residenziale commerciale in un grande complesso multifunzionale progettato e realizzato da James Corner Field Operation, Kohn Pedersen Fox e Ronald Lu and Partners. Le torri del nuovo quartiere, esteso su 28 ettari, ospitano il Rosewood Hong Kong con interni di Tony Chi, le K11 Artus Residences con interni di André Fu, Joyce Wang Studio, Fiona Barratt Interiors e Nemaworkshop, gli uffici K11 Atelier con interni di Simplicity.

L’edificio più basso e articolato invece, direttamente collegato al waterfront da un ‘corridoio luminoso’ lungo 100 metri e largo 40, è dedicato a K11 Musea, concepito come un ibrido fra una destinazione ‘phygital’ per il retail di lusso, con marchi internazionali e locali, e una istituzione privata per l’arte, la cultura e la creatività. ‘Sovversivo’ rispetto a un mall tradizionale è l’uso del verde, nelle living wall delle facciate esterne, nella vegetazione inserita negli spazi interni e, in particolare, sul tetto con un orto urbano con gastronomia a chilometro zero e con il Nature Discovery Park, il primo museo urbano della biodiversità ad Hong Kong e parco educativo sulla sostenibilità che ospita una varietà di piante locali ed esotiche, un acquario per specie marine e farfalle non in cattività.

La struttura è anche dotata di sistemi per la raccolta dell’acqua piovana per irrigazione e di un impianto di raffrescamento che utilizza l’acqua di mare, e ha già ottenuto la pre-certificazione Leed Gold e Hong Kong BEAM Plus (Gold). Gli elementi di spettacolarità e intrattenimento si trovano superata la soglia di ingresso.

Un atrio grandioso, chiamato The Opera Theatre, accoglie i visitatori in un teatrale spazio architettonico a cupola, altro 33 metri, densissimo e intricato, progettato da LAAB come una rivisitazione di una antica cattedrale, con le forme organiche e scultoree dell’Escalating Climbers e illuminato da The Oculus, due lucernai di sette metri di diametro. Generata digitalmente con un codice di programmazione simile al DNA, la scultura si estende come un gigantesco rizoma in 500 ramificazioni, tutte diverse le une dalle altre, ed è stata realizzata a mano in un materiale composito di acciaio e polimeri rinforzati con fibra di vetro. I rami sono animati da centinaia di punti luce programmabili secondo diverse scenografie su progetto di Speirs + Major.

All’esterno lo spettacolo continua con gli eventi live nella Sunken Plaza, un anfiteatro con giochi di luce e acqua, una parete di pannelli in vetro ricurvo, media wall, e con la collezione di opere d’arte site specific esposte a rotazione, come Van Gogh’s Ear di Elmgreen & Dragset, Big Big Big Company (Mini Golf) di Samson Young, Hot Dog Bus di Erwin Wurm, Parrots of Five Colours di Zhang Enli, Untitled di Katharina Grosse.