Allucinazioni architettoniche

Un nuovo spazio dedicato alla Digital Art incanta New York: nella Boiler Room del Chelsea Market inaugura il fascino di ARTECHOUSE

ARTECHOUSE, Manhattan

Nei sotterranei della più celebre food hall di Manhattan – il Chelsea Market – approda lo spazio creativo ARTECHOUSE con la prima personale newyorkese di un nome acclamato della Digital Art: Refik Anadol.

ARTECHOUSE, Manhattan
ARTECHOUSE, Manhattan

Dopo Washington D.C. e Miami lo spazio dedicato all’arte digitale ARTECHOUSE apre le sue porte a New York, nel fascino della storica corte del gusto di Manhattan. “Utilizzando l’hub del Chelsea Market all’interno del quartiere storicamente incentrato sull’arte – ha raccontato il fondatore e art director di ARTECHOUSE, Sandro Kereselidze – abbiamo voluto esprimere un nuovo tipo di esperienza artistica a New York.
Le opere di Refik Anadol che superano i confini dell’immaginazione sono in linea con l’impegno di ARTECHOUSE, ovvero espandere il possibile e sperimentare la spazialità”.

ARTECHOUSE, Manhattan
ARTECHOUSE, Manhattan

A inaugurare la nuova destinazione un’immersiva “allucinazione architettonica” ideata dal Digital Artist Refik Anadol che con l’esposizione Machine Hallucination si fa interprete degli stili e della storia newyorkese percepiti attraverso milioni di immagini. Immagini che scorrono e si dissolvono, come un gigantesco caleidoscopio che avvolge lo spettatore, in una visione inedita dell’idea di tridimensionalità.

ARTECHOUSE, Manhattan
ARTECHOUSE, Manhattan

“Mi sento onorato a essere stato scelto come “artista inaugurale” del nuovo spazio di ARTECHOUSE – ha spiegato Refik Anadol – e sono particolarmente orgoglioso di essere il primo a reimmaginare questo edificio storico che ha più di un secolo. Utilizzando l’intelligenza artificiale per aiutare a narrare la relazione ibrida tra architettura e la nostra percezione del tempo e dello spazio, Machine Hallucination offre al pubblico uno sguardo sul futuro dell’architettura”.

ARTECHOUSE, Manhattan
ARTECHOUSE, Manhattan

Un’arte che sperimenta la realtà sinestetica aumentando gli algoritmi di machine learning su un set di dati di oltre tre milioni di immagini di stili e movimenti architettonici. Vere e proprie allucinazioni digitali pluridimensionali create dalla macchina con l’idea di esplorare il modo in cui la conoscenza può essere vissuta attraverso lo spazio. La prima solo exhibition newyorkese su larga scala di Anadol – origine turca e basato a Los Angeles – decostruisce i simboli della città che appaiono elementi liquidi – dall’Empire State Building alla Freedom Tower, dall’Hudson River alle tradizionali scalette in ferro fino alle architetture all’avanguardia che stanno radicalmente trasformando lo skyline. Architetture dematerializziate in cui riconoscere a tratti la città e ricomporla attraverso la propria emozione. In una vertigine esperenziale.

ARTECHOUSE, Manhattan
ARTECHOUSE, Manhattan