L’eleganza dell’opulenza

Prima alloggio nobiliare, poi religioso, ora sontuosa residenza privata. Villa Sul Palazzo, a Roma si riappropria degli sfarzi, grazie all’intervento contemporaneo dell’architetto spagnolo Ramón Esteve

Villa sul palazzo - photo © Alfonso Calza
Villa sul palazzo - photo © Alfonso Calza
SCHEDA PROGETTO

Architecture & Interior design: RamÛn Esteve, Estudio
Constructor: Architect Luigi Lauri, Ecofim
Furnishings: Onyx Marble table, Calacatta Gold Marble sideboard, bed by Ramon Esteve, Baxter, Glas Italia Minotti, Talenti
Kitchens: Bulthaup, Dornbracht
Lighting: Baxter, Catellani & Smith, Flos
Bathrooms: Sink and bespoke shelf by Ramon Esteve
Fabrics: Brunello Cucinelli, Frette
Photo credits: Alfonso Calza

È uno dei rari punti da cui poter cogliere una fotografia a dir poco unica della città eterna. Anzi, le regole del banco ottico si invertono ed è l’oggetto a catturare il soggetto. Il privilegio è una costante di Villa sul Palazzo, a Roma, a cominciare dalla sua posizione. Situato sopra la Valle del Tevere, proteso verso il Vaticano da una delle sue facciate, l’edificio domina dall’alto e ha una relazione diretta con l’esterno creata da un gran numero di aperture.

Costruito nel 1912 dall’ingegnere Giovanni Battista Milani quale dimora capitolina del Principe Carrega, ampliato nel ’55 per ospitare il monastero della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, ora vive una terza vita – quella di una lussuosa residenza privata – che porta il segno contemporaneo dell’architetto spagnolo Ramón Esteve. Stati di ‘grandezza’ differenti ripetuti nel tempo all’insegna di una magnificenza mai tradita, anche in quest’ultimo caso. Basta entrare per cogliere lo spirito del progetto, rispettoso dell’immagine pre-esistente, delle colonne neoclassiche, di materiali come il travertino romano, il marmo di Calacatta, che Esteve fa convivere con l’ottone, il vetro a specchio, il legno di quercia.

Enfatizza le screziature caramellate del marmo con le finiture oro – riflesse anche dalle superfici specchiate – delle illuminazioni firmate Catellani & Smith, Baxter e Flos, dei tavolini Minotti, della rubinetteria Dornbracht, di elementi per la cucina disegnati appositamente in Calacatta Gold accanto al modello B3 di Bulthaup, dei profili della scala. Un leitmotiv costante quello dell’oro, che si ripete nei profili dell’ascensore interno, elemento verticale scultoreo in vetro trasparente appositamente realizzato a misura di edificio. Gli arredi, alcuni progettati dall’architetto insieme a quelli di alto design firmati Baxter e Minotti, convivono in perfetta armonia con pezzi d’antiquariato.

Esteve omaggia, poi, uno spazio elitario della villa, la torre, con pochi essenziali elementi – tra cui, la sedia Graz di Paola Navone per Baxter, la lampada Arco di Achille Castiglioni per Flos, il tavolo interamente in cristallo Oscar di Piero Lissoni per Glas Italia – facendone risaltare l’unicità. Ma è la terrazza centrale il punto di forza, dove l’architetto crea un vero e proprio roof garden con due piscine, una esterna e una interna – come pure i camini -, alberi di limoni, ulivi, due fontane simmetriche e un patio dove poter godere dello splendido panorama comodamente seduti sugli eleganti arredi outdoor Casilda oro, prodotti da Talenti e disegnati da Ramón Esteve: è qui che ci si fonde con la città e il suo spirito.