Bimbi e lavoro: lo spazio si fa in due

A Londra sorge Cuckooz Nest, uno luogo ibrido e flessibile dove poter lavorare e portare i figli all'asilo nido. Con Arper in prima linea

Cuckooz Nest, Londra © ph. Billy Bolton

L’idea è nata quando la mia socia Charlie è diventata madre di Orla”, racconta Fabienne O’Neill, fondatrice insieme a Charlie Rosier di Cuckooz Nest, uno spazio ibrido a Londra, nella zona di Clerkenwell, con asilo nido certificato per bambini sotto i 2 anni e zone attrezzate dove i genitori possono lavorare, concentrarsi e fare riunioni.
“La figlia della mia business partner Charlie”, continua Fabienne, “è nata dopo quattro mesi che avevamo intrapreso la nostra prima start-up, Cuckooz. Fin da subito divenne difficile coniugare la vita imprenditoriale con quella di genitore. Più andammo avanti, più ci rendemmo conto di quanto c’era bisogno di strutture come Cuckooz Nest. Nel Regno Unito una freelance su sette è una mamma lavoratrice, ed è un fenomeno in aumento, quindi l’accesso a servizi di assistenza all’infanzia flessibili è una necessità reale. Il nostro spazio non è solo per le mamme, diamo il benvenuto anche ai papà lavoratori”. I genitori pagano una quota associativa che comprende una tariffa oraria fissa per il nido e per la scrivania e il co-working: “Si va dalle 10 alle 18 sterline all’ora, ma dipende perché più si usa lo spazio e più il servizio diventa economico. Siamo aperti 50 settimane all’anno, dalle ore 8 alle 18, anche i giorni festivi, e offriamo un luogo per il lavoro completo di Wi-Fi ad alta velocità, stampanti, eventi, caffè e tè”.

Cuckooz Nest, Londra © ph. Billy Bolton

Gli interni attrezzati e a prova di bambino sono curati da Leo Wood dello studio Kinder Design, che ha scelto tra gli arredi le sedute Catifa 46 di Arper: “La vera sfida tecnica è stata quella di isolare lo spazio e dividerlo in modo appropriato. Abbiamo dovuto creare muri e porte tra l’asilo nido e l’ambiente di lavoro che permettessero appropriati livelli di connessione tra genitori e figli. Inoltre, garantire la sicurezza dei bambini è molto importante, quindi abbiamo pensato una sorta di barriera all’ingresso principale dell’asilo, per impedire ai piccoli di fuggire e allo stesso tempo per identificare i visitatori all’entrata”.

Anche la suddivisione è stata una sfida: “Non c’era molto spazio a pavimento e quindi abbiamo dovuto decidere dove e come organizzare le attività di gioco. Nell’area lavoro abbiamo creato alcune cabine telefoniche-mini uffici, dove le persone possono fare indisturbati delle conversazioni e telefonate in privato, un trend quello di ritagliare aree intime in uffici open che è comune a tutti gli spazi di co-working. Per fortuna avevamo due piccole alcove nell’ufficio principale al piano terra che si prestavano perfettamente per diventare piccole cabine”.

Cuckooz Nest, London © ph. Billy Bolton
Cuckooz Nest, London © ph. Billy Bolton

Un progetto con grande attenzione all’isolamento acustico: “Charlie Rosier, una delle due fondatrici, ha avuto l’idea di utilizzare un prodotto acustico smart, appositamente progettato a forma di nuvola soffice che scende dal soffitto, perfetto per decorare la stanza dei bambini e smorzare il suono”. Dal punto di vista del colore, “pensavo a una combinazione cromatica che potesse andar bene per entrambi gli spazi, per creare una connessione tra le due aree. Così abbiamo scelto come colore principale un blu scuro, adatto all’area dove i bambini dormono e anche al muro nello spazio di lavoro al piano di sopra. Al di là di quello, il giallo vivace e dei rosa più chiari, richiamati dai complementi come i quadri e i vasi e dalle sedie di Arper”.