Un nuovo skyline reinventa Manhattan tra la suggestione dell’Hudson River e l’oasi di New York, l’High Line, trasformata in una promenade dell’architettura dai nomi altisonanti della cultura del progetto: da The Xi, le torri danzanti di BIG, al capolavoro di Zaha Hadid agli edifici di Frank O. Gehry e Jean Nouvel. Un fermento creativo che sembra non arrestarsi mai, decretando New York, città al centro della contemporary architecture. In questa enfasi progettuale lo scorso Marzo ha inaugurato parte del suo immenso complesso l’atteso Hudson Yards, development by Related Companies e Oxford Properties Group.

Architects of Hudson Yards – photo © courtesy of Related Oxford

Un grand opening ha accolto il public square and garden, il performing art center The ShedThe Bloomberg Building, il suo simbolo Vessel, l’exclusive mall e il grattacielo Fifteen Hudson Yards. La luxury shop experience distribuita su cinque livelli – design Elkus Manfredi – è la nuova dimora di brand come Neiman Marcus, Louis Vuitton, Patek Philippe, Chanel, dell’immersivo SnarkPark by Snarkitecture, della gourmand vision degli chef José Andrés, David Chang, Thomas Keller. E a breve l’apertura dell’Observation Deck di Hudson Yards, il più alto dell’emisfero occidentale. Si resta attoniti di fronte allo splendore e ai riflessi che emana Vessel, architettura totemica progettata da Thomas Heatherwick/Heatherwick Studio o dall’avanguardia creativa di The Bloomberg Building, performing art center mutante by Diller Scofidio + Renfro, Lead Architect, e Rockwell Group, Collaborating Architect, con la sua calotta che si sposta su rotaie. Attorno, i lucenti skyscraper dedicati a uffici, private residence, destination hospitality d’imminente apertura – tra cui il primo Equinox Hotel con il più ampio fitness center – si immergono nel cielo di Manhattan dominando, in una nuova vertigine, il West Side e il futuro public garden che si collegherà all’High Line. Svelando l’inarrestabile metamorfosi del volto di New York.

The Shed

The Bloomberg Building, 545 West 30th Street

Un’audacia creativa che evoca la storia dell’High Line, del West Side Rail Yard e il suo imprescindibile legame con la ferrovia, trasforma l’idea statica di architettura in un’avanguardia progettuale: il performing art center The Bloomberg Building che accoglie The Shed – nonprofit cultural institution – progettato da Diller Scofidio + Renfro, Lead Architect, con Rockwell Group, Collaborating Architect, nei suoi 20.000 mq è concepito come un edificio cinetico e mutante grazie a una “calotta” telescopica che si sposta su rotaie. Un innovativo luogo dedito alle diverse espressioni creative che nella sua versatilità strutturale supporta le idee più ambiziose degli artisti. Con un’altezza di 36 metri, il guscio mobile è costituito da un telaio in acciaio a vista rivestito da pannelli traslucidi in etilene tetrafluoroetilene (ETFE), tra i più grandi mai realizzati al mondo, un materiale dalle alte proprietà termiche. Nei suoi molteplici livelli si aprono un teatro versatile, uno spazio per le prove, due piani di aree espositive, un laboratorio creativo concepito per la produzione artistica e una zona dedicata agli eventi. Lo spazio più iconico, la McCourt – area racchiusa all’interno della scocca mobile – può ospitare fino a 2000 persone; al 2° e al 4° livello si aprono le gallerie espositive concepite come sale museali prive di pilastri; al 6° livello il Kenneth C. Griffin Theatre può essere a sua volta suddiviso in spazi più intimi in base alle differenti esigenze, mentre The Lizzie and Jonathan Tisch Skylights and The Tisch Lab all’ottavo e ultimo livello sono i luoghi dedicati a eventi, prove e produzione degli artisti. Infine The Plaza, il public space che duplica la sua superficie nel momento in cui il guscio si ritrae sull’edificio sottostante, trasformandosi in un palcoscenico open air.

Photo © Iwan Baan, courtesy The Shed

Vessel

La sua forma sinuosa che evoca un alveare e la lucentezza del rivestimento in rame che riflette ogni dettaglio circostante, trasformano Vessel in un autentico palcoscenico teatrale, un’iconica scultura totemica da scalare e da percorrere, gradino dopo gradino, alla scoperta di orizzonti inediti. Ideato da Thomas Heatherwick / Heatherwick Studio, il simbolo di Hudson Yards si erge al centro del public square and garden divenendo il fulcro prospettico del quartiere, immerso nella sua incantevole struttura costituita da un intreccio di scale e di rampe. I moduli di Vessel realizzati in Italia, a Monfalcone, e montati in loco, ad Hudson Yards, creano un’intersezione di volumi e un caleidoscopio di forme. Ed è la sua composizione architettonica a incantare: il maestoso totem lucente che definisce il nuovo hub della creatività traslittera e reinterpreta uno degli emblemi di New York, la scala, trasformata in elemento artistico. Un luogo dell’altrove già decretato dai New Yorkers come nuova icona di Manhattan, realizzato attraverso un reticolo di 2.500 gradini, 154 rampe e 80 piattaforme panoramiche che si susseguono. In un “divenire” che appare infinito.

Photo © Michael Moran for Related Oxford

Fifteen Hudson Yards

Una torre sinuosa svetta su 88 piani e 270 metri di altezza sull’Hudson River, immersa in un panorama che abbraccia a 360° il fascino di Manhattan. Progettato dagli stessi architetti che hanno immaginato l’edificio dinamico The Bloomberg Building (The Shed), Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Rockwell Group, Fifteen Hudson Yards è il primo grattacielo residenziale a essere stato inaugurato all’interno del complesso. «La torre si distacca dalla logica ortogonale delle strade di New York nella sua morfologia sinuosa che ricorda un quadrifoglio, orientata per catturare a 360° lo skyline circostante – spiega Elizabeth Diller, socio fondatore dello studio Diller Scofidio + Renfro – mentre la facciata in vetro rende organico ed elastico un materiale tipicamente fragile e rigido». Esclusiva la collezione delle 285 private residences concepite con differenti layout, nel segno del luxury living contemporaneo, tra marmi pregiati, arredi classici e moderni, wallpaper eclettiche e finiture pregiate, una lobby a doppia altezza che appare come una galleria d’arte e amenities che ridefiniscono l’eccellenza. Per una remise en forme a volo d’uccello, il 50mo piano è interamente dedicato al wellness: dal fitness center disegnato da The Wright Fit alla Spa, dallo Yoga studio alla suggestiva indoor swimming pool affacciata su panorami mozzafiato. Al 51mo piano si aprono invece gli spazi dedicati all’entertainment tra private dining suites, business center, golf club lounge, wine tasting e performance room. «Abbiamo sviluppato una gamma ricca e meticolosamente dettagliata di materiali naturali – racconta David Rockwell, fondatore e Presidente di Rockwell Group – sfruttando al massimo l’orientamento dell’edificio e la luce del giorno, per sottolineare gli straordinari panorami dello skyline dinamico di New York. E la sua inarrestabile evoluzione».

Photo © courtesy of Scott Frances for Related Oxford

35 Hudson Yards

È il grattacielo più imponente di tutto il complesso, 35 Hudson Yards: 300 metri di eleganza immaginati da David M. Childs dello studio SOM (Skidmore, Owings & Merrill) – l’architetto che ha progettato il One World Trade Center – con un interior design curato da Tony Ingrao e next generation services by Equinox Hotel®. «La nostra torre con la sua combinazione di negozi, uffici, hotel e private residences è una “città” all’interno di Hudson Yards, esattamente come Hudson Yards è una “città” nel cuore di Manhattan», ha dichiarato David Childs. Uno skyscraper a uso misto in cui inaugureranno uffici, spazi commerciali, 143 dimore esclusive, un Equinox Hotel® con oltre 200 camere e un Equinox® fitness club e Spa distribuito su una superficie di circa 6000 mq, il più grande al mondo. Con un accesso diretto all’High Line e all’Hudson Park & Boulevard, immerso nella shopping experience e affacciato su Vessel, 35 Hudson Yards si fa interprete di una nuova art de vivre, tra spazi concepiti come gallerie d’arte, legni e marmi finemente rifiniti e arazzi plasmati dalla famosa artista Helena Hernmarck. Al 6° piano il tempio del wellness dedicato ai residenti svela un fitness center dotato di attrezzature di nuova generazione, tra yoga studio, meditation room, una sala per le proiezioni, una biblioteca. «35 Hudson Yards – spiega Tony Ingrao – è uno spazio totalmente unico che offre un’esperienza di lifestyle completa integrata in un magnifico contesto urbano, collegato all’innovativo parco sospeso – l’High Line – e affacciato sull’acqua. Una combinazione tra avanguardia architettonica e servizi impeccabili, tra cui una straordinaria piscina outdoor, spa e fitness center, ristoranti, negozi e boutique… In una vision high-end   per la mente, il corpo e l’anima».

Photo © courtesy of Related Oxford

The Shops & Restaurants

Si sviluppa su sette livelli The Shops & Restaurant Hudson Yards, new shopping experience inaugurata lo scorso 15 Marzo e progettata dal leggendario studio di architettura Elkus Manfredi. Un luogo sorprendente che rende omaggio, nel suo design, al passato industriale del West Side tra materiali come l’acciaio e il legno scuro, evocazione dei cantieri ferroviari che dominavano tutta l’area, e la pietra naturale della pavimentazione, traslitterazione della discreta eleganza del quartiere. Un’exclusive destination scelta da Neiman Marcus come prima dimora newyorkese, tra le boutique delle Maison d’alta gamma del fashion e del beauty Louis Vuitton, Coach, Fendi, Tory Burch, Chanel, Kiehl’s solo per citarne alcuni e dei marchi di joaillerie/horlogerie come Rolex, Patek Philippe, Piaget, Van Cleef & Arpels… Non solo una destinazione per lo shopping, ma un luogo dedicato alle diverse espressioni creative in cui spicca lo spazio immersivo e permanente SnarkPark concepito dal visionario studio Snarkitecture, oltre alle opere d’arte, le installazioni interattive e i murales umoristici creati da 13 protagonisti dell’universo artistico – tra cui Francesco Clemente, Jamilla Okubo, Will Cotton, Jeanette Hayes, Willie Cole, Misaki Kawai, Serban Ionescu – in un ricco programma di eventi in continua mutazione. E per palati sopraffini il gourmand dei protagonisti internazionali si racconta nei ristoranti co-curati da Thomas Keller e Kenneth A. Himmel, da Momofuku, Anya Fernald, Costas Spiliadis, Peter Jin o all’interno del suggestivo Mercado Little Spain, food hall spagnola nata dall’estro dello chef José Andrés in collaborazione con Ferran e Albert Adrià. In attesa dell’opening dell’Observation Deck, l’osservatorio più vertiginoso dell’emisfero occidentale.

Photo © courtesy of Francis Dzikowski for Related Oxford