Il design ‘ricostituente’ della XXII Triennale di Milano

Guarda in faccia il futuro della nostra specie con aspetto propositivo e approccio creativo, la XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, decisa a riacquistare continuità dopo vent’anni di pausa con il tema Broken Nature: Design Takes on Human Survival, a cura di Paola Antonelli. Tra i main sponsor, Eni e Lavazza

XXII Triennale, Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Students' Educational and Cultural Movement of Ladakh - SECMOL (Sonam Wangchuk), Ice Stupa. 2013-14, artificial glacier designed to counter climate change consequences in the region of Ladakh. Photo: Lobzang Dadul. Courtesy SECMOL.
XXII Triennale, Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Students' Educational and Cultural Movement of Ladakh - SECMOL (Sonam Wangchuk), Ice Stupa. 2013-14, artificial glacier designed to counter climate change consequences in the region of Ladakh. Photo: Lobzang Dadul. Courtesy SECMOL

Restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto. Ricostruire i legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, profondamente compromesso, attraverso un atteggiamento ricostituente del progetto.

È l’indagine lanciata e approfondita dalla XXII Triennale di Milano che, con Broken Nature: Design Takes on Human Survival, visibile dal 1 marzo al 1 settembre 2019, dichiara la propria volontà di riprendere la tradizione della manifestazione, interrotta circa vent’anni fa e sempre in linea con temi contemporanei. Riflessione e mostra, a cura di Paola Antonelli, senior curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA di NY, indagano le problematiche attraverso oggetti e strategie su diverse scale, interpretando il rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono, ecosistemi sociali e naturali compresi.

XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, padiglione francese, foto Gianluca Di Ioia

“Bisogna studiare nuovi stili di vita – sottolinea Stefano Boeri, presidente della Triennale -, riciclare in modo diverso, rapportarsi alla natura e farlo lavorando in modo estensivo, coinvolgendo tutti a livello internazionale”. Il cambiamento climatico è l’urgenza impellente che evidenzia lo strappo tra comunità umana e ambiente e le città sono le prime a dover agire modificando i piani di sviluppo urbanistici (è di questi giorni il ‘lancio’ dell’Area B di Milano, che limita l’uso delle macchine in una zona estesa).
Paola Antonelli ribadisce l’importanza dell’individuo, che può provocare reazioni a catena, “i cittadini sono il motore più potente delle trasformazioni – dice –, ci aspettiamo che visitando l’esposizione, ci facciano sapere quali sono state le nostre mancanze, se abbiamo dimenticato qualcosa”. All’interno della mostra tematica, le 22 Partecipazioni Internazionali risultano essere perfettamente coerenti.
Il padiglione francese, con De la pensée au visible. Design As A Large Ring, a cura di Catherine Geel, riunisce 9 proposte concrete e prospettiche, tra cui quella della biologa Marie-Sarah Adenis (PILI), che ha pensato ad una ‘fabbrica cellulare del colore’, una modalità di produzione dell’inchiostro basata sulla fermentazione delle cellule anziché sull’industria del petrolio, idea che ha già fatto drizzare le antenne ad alcune maison di moda per un’applicazione concreta sul tessile.

Il padiglione polacco, invece, con il progetto The MYCOsystem dell’Istituto Adam Mickiewicz, curato da Agata Szydłowska, Małgorzata Gurowska e Maciej Siuda, lancia una riflessione sul ciclo naturale di trasformazione della materia attraverso una pedana inclinata dove la superficie superiore, opportunamente traforata, lascia intravedere il sottosuolo in cui prosperano radici e miceli: il fungo, infatti, è un modello perfettamente calibrato di collaborazione fra specie.

XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival. padiglione polacco, foto Luca Previtera
XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival. padiglione polacco, foto Luca Previtera

Suggerimenti anche da 4 ELEMENTS TAKING CARE che definisce il Padiglione Italia come una biblioteca contemporanea del sapere scientifico, una visione dell’approccio multidisciplinare e analitico da parte del Politecnico di Milano, polo di alta formazione riconosciuto a livello internazionale, progetto di Ico Migliore dello studio Migliore+Servetto Architects.

XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, padiglione Italia, foto Gianluca Di Ioia

Accanto alle rappresentanze internazionali, Broken Nature accoglie quattro lavori appositamente commissionati a designer internazionali (Formafantasma, Neri Oxman e il gruppo di ricerca Mediated Matter Group del MIT Media Lab, Sigil Collective e Accurat) che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità e a ri-pensare la nostra relazione con l’ambiente e con tutte le specie presenti sul pianeta, inclusi gli esseri umani. Oltre ad una selezione di un centinaio di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di design, architettura e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo.

XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, Formafantasma (Simone Farresin, Andrea Trimarchi) Ore Streams, collection of office furniture constructed using dead-stock and recycled electronic materials
XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, Formafantasma (Simone Farresin, Andrea Trimarchi), Ore Streams, Cubicle 2. 2017. Photo: IKON. Courtesy Nicoletta Fiorucci, London and Giustini/Stagetti, Rome with support by StimuleringFonds and National Gallery of Victoria

Risuonano poi, con forza e sensibilità, due partecipazioni speciali. La Nazione delle Piante, esposizione scientifica e poetica basata sulle teorie di Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, che punta il dito sulla nostra dipendenza dal mondo vegetale e su quanto questo sia intelligente e capace di interagire.
The Great Animal Orchestra, un’immersione nel cuore dei suoni della natura, riflessione visiva e sonora sulla necessità di preservare la bellezza del mondo animale, commissionata dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi e creata dal musicista ed esperto di bioacustica Bernie Krause e dal collettivo inglese United Visual Artists (UVA).

XXII Triennale, Milano,Broken Nature: Design Takes on Human Survival, La nazione delle Piante, Gianluca Di Ioia.
XXII Triennale, Milano,Broken Nature: Design Takes on Human Survival, La nazione delle Piante, Gianluca Di Ioia

Infine, sono stati assegnati i Bee Awards da parte di una giuria internazionale ai 3 progetti più significativi tra quelli delle partecipazioni internazionali: rispettivamente a Australia (Golden Bee), Austria (Black Bee), Russia (Wax Bee), realizzati per l’occasione dagli artisti italiani Chiara Vigo, Olì Bonzanigo e Bona Calvi.

XXII Triennale, Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, The Great Animal Orchestra, foto Gianluca Di Ioia