Driade rock’n’roll

Fabio Novembre, nuovo Art Director di Driade, racconta il ‘come e perché’ di questa nuova avventura, naturalmente alla 'Fabionovembre maniera'

Giuseppe Di Nuccio e Fabio Novembre ©Settimio Benedusi
Giuseppe Di Nuccio e Fabio Novembre ©Settimio Benedusi

Una delle mine più vaganti e sicuramente il profilo più anticonformista del design internazionale – Fabio Novembre – ha accettato la direzione artistica di Driade.
Il new deal voluto dal CEO Giuseppe Di Nuccio traccia un solco profondo tra passato e futuro dell’azienda; la scelta di Novembre è di quelle “senza troppe sfumature”, decisa e certa.

Di Nuccio ha affermato che “La scelta di Fabio Novembre è stata naturale: Driade con Fabio saprà rivelare al meglio la propria poliedrica personalità al tempo stesso sexy e sofisticata, rock e pop, sperimentale quanto basta per aprire nuovi codici creativi coerentemente al laboratorio estetico che da sempre rappresenta”.

IFDM ha conversato con Fabio sull’argomento, sul ruolo di Art Director e sul futuro.
Innanzitutto, il ruolo di Art Director in qualsiasi azienda dovrebbe corrispondere a quello del timone; e qui mi viene in mente Richard Buchminster Fuller (inventore e innovatore del XX secolo, ideatore delle cupole geodetiche) che affermava che ognuno è “timone del transatlantico della propria vita”, qualsiasi nostra affermazione è uno statement politico. Oggi prendo il timone di Driade, azienda a cui sono affezionato, ho amato Enrico Astori; ho quindi una grande responsabilità.

Quali sono i primi step in questo nuovo ruolo?
Il primo è quello di stabilire una rotta. C’è un metodo tutto italiano nel rapporto con la progettazione che Ernesto Nathan Rogers ha trasformato in uno slogan: “Noi siamo dal cucchiaio alla città”. Io sono un architetto della vecchia generazione: mi sono laureato in architettura e successivamente mi sono messo a fare design. Questo cambio di scala, dal cucchiaio alla città, lo voglio applicare. Penso che un oggetto di design sia un’architettura in miniatura e su questo concetto voglio lavorare con Driade.

Quali sono i valori di Driade su cui puntare?
Nell’idea di Enrico Astori c’era una sostanziale coolness del marchio, è l’unica vera radice a cui rimango attaccato. Driade è sempre estato un brand cool e io – modestamente – con la coolness ci so fare. Quando ho incontrato Giuseppe Di Nuccio mi disse “Fabio, tu sei il più rock’nroll di tutti e io voglio trasformare Driade in un’azienda rock”. “Welcome”, gli risposi! L’idea di coolness e il mood rock’n’roll sono strettamente legati e intendiamo intraprendere quella direzione andremo.

Anticipazioni per il Salone del Mobile?
Rispondere sarebbe come spoilerare un film! Non posso dire nulla. Ma se leggete tra le righe le parole utilizzate nelle risposte precedenti, qualche indizio lo potete trovare!