La soluzione? Scambi internazionali

Il 30% degli acquisti di arredi nel mondo è legato alle importazioni e il commercio internazionale è previsto in crescita. Nell’export prevale incontrastata la Cina, mentre la Germania si conferma crocevia fondamentale per la produzione e gli scambi

Miele at Living Kitchen 2017
Miele at Living Kitchen 2017

Il mercato mondiale dei mobili chiude il 2018 proseguendo la tendenza all’incremento registrata nell’anno precedente. Il valore della produzione è stimato da Csil (Centro studi industria leggera) attorno ai 460 miliardi di dollari.

I giganti della produzione sono la Cina – da anni regina incontrastata che oggi da sola produce mobili per 180 miliardi di dollari – gli Stati Uniti, la Germania e l’Italia. Quinta è l’India, che è in netta crescita pur non essendo ancora un player internazionale centrale, dato che i suoi mobilifici lavorano quasi interamente per il consumo interno.
Gli scambi internazionali rappresentano una buona fetta del settore, dato che il 30% degli acquisti riguarda prodotti importati. In particolare, a richiedere più mobili provenienti dall’estero sono Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.
Si rafforzano, invece, come campioni di esportazione, Cina, Germania, Polonia, Italia e Vietnam: tutti sono stati capaci di aumentare ancora le vendite estere, Polonia e Vietnam con maggiore intensità.

Per il 2019, nonostante le diverse incognite sui mercati, le previsioni sui consumi sono ancora positive, tanto da indicare una crescita del 3,2%. L’Asia Pacifico è l’area che ancora una volta dovrebbe registrare la più forte espansione dei consumi di arredi. In Europa gli acquisti aumenteranno soprattutto nei paesi orientali.
È del 4% la crescita prevista per gli scambi internazionali. Uno scenario positivo, quindi, quello disegnato da Csil per il mercato dei mobili, che resta comunque insidiato dal possibile rallentamento dell’economia internazionale, viste anche le complesse sfide che hanno scosso la seconda parte del 2018, dalla battaglia commerciale tra Stati Uniti e Cina (che con 20 miliardi di dollari generano i maggiori scambi del settore) alle tensioni politiche e sociali all’interno della Ue.

Va notata la presenza della Germania sul podio di tutte le classifiche internazionali stilate da Csil, segno della sua centralità nella produzione e negli scambi del settore. Secondo i dati delle associazioni tedesche dell’industria del mobile, nella prima parte del 2018 il mercato dell’arredamento in Germania ha mostrato situazioni piuttosto diverse per ciascun segmento. Il motore è stato l’industria delle cucine, che nel primo trimestre del 2018 ha aumentato il fatturato dell’1,9%, grazie al traino delle vendite internazionali (+4,2%), che hanno compensato la stagnazione interna.

Ancora più favorevole l’andamento degli ordini a inizio 2018, +15,5%, un incremento stavolta equamente distribuito fra Germania e resto del mondo. Ciò fa presagire che i dati consuntivi del 2018 segneranno il netto superamento della contrazione subita nel 2017 dalle cucine tedesche, che si confermano così leader in Europa. Molto diverso il quadro dell’industria dei mobili imbottiti, che ha registrato un calo del 5,6%. È invece stabile il segmento dei mobili tedeschi per soggiorno e camera da letto, che cresce dell’1,3%, questa volta più per merito dei consumi interni.