Intrecci di stile

I tappeti Illulian ‘vestono’ gli interni del luxury hotel Palazzo del Corso, nel cuore di Gallipoli, impreziosendolo

Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli

L’Hotel Palazzo del Corso è una elegante struttura ricettiva nata dall’accorpamento e dalla ristrutturazione di due antichi edifici del XIX secolo. La posizione centrale del palazzo, attorniato dal mare del Salento, costituisce l’elemento peculiare della suggestiva dimora ottocentesca, di cui sono state preservate le caratteristiche strutturali e architettoniche originali.

Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli
Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli

Le aree comuni e le camere Prestige si distinguono per i soffitti decorati in carparo leccese e per l’arredamento classicheggiante che alterna sulle pareti boiserie in legno e specchi; mentre supportano colori neutri e una maggiore influenza contemporanea le Grand Suite abbinando gli affreschi ad arredi di design e a oggetti d’arte moderna.

Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli
Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli

Alla definizione del contesto elegante e glamour partecipano come presenze preziose i tappeti Illulian proposti nei modelli Ecstasy, Oracle, Amalfi e Saint Barth delle collezioni Design e Marina. Protagonisti di interessanti operazioni di ricerca e sperimentazione, Amalfi e Saint Barth si adagiano sui pavimenti come dipinti orizzontali che, attingendo al mondo sottomarino, catturano vivaci architetture di corallo rosso stagliandole su sfondi neutri o azzurri dall’effetto dégradé, accomunati in ogni caso dal piacevole contrasto cromatico. Nelle suites il disegno sofisticato di Oracle, ammorbidito da una palette di colori neutri e delicati, si ispira al labirinto di Cnosso generando un tracciato che conduce inesorabilmente lo sguardo dell’osservatore al suo centro.

Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli
Illulian, Palazzo del Corso Gallipoli

E ancora ‘catalizzatore’ visivo, ma nelle aree comuni, il gioco di cornici interrotte create nei perimetri del tappeto Ecstasy. Un effetto ottico dove le linee sembrano moltiplicarsi e toccarsi con rigore geometrico: gli occhi ne sono attratti e la sensazione è quella di estraneazione, di estasi appunto.