Dancing with the (he)art

Cambia faccia il paesaggio di Lasipalatsi Square, a Helsinki, con il nuovo rivoluzionario museo d’arte Amos Rex firmato dai progettisti JKMM. E cambia anche lo spazio museale in relazione al linguaggio artistico. Apertura in grande stile, lo scorso agosto, con i futuristici digital artist teamLab

Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM ©Mika Huisman
Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM ©Mika Huisman

Una serie di cupole e lucernari affiora dal terreno e fluisce in una danza ondulatoria sulla superficie di Lasipalatsi Square, nel pieno centro di Helsinki. È la scenografica porzione emergente di un progetto ben più sostanzioso, quello del nuovo museo d’arte Amos Rex, fresco di inaugurazione, ad opera del folto gruppo di architetti JKMM– sono 100, tutti con base nella capitale finlandese – che, dall’idea dello storico museo Amos Anderson, è riuscito a fondere passato e futuro. Il passato è dato dalla piazza storica, vero monumento cittadino, che generosamente offre l’accesso attraverso il ‘suo’ capolavoro modernista, un padiglione interamente in vetro datato anni’30, già oggetto di intervento conservativo da parte del team JKMM in vista della struttura nascente. Ed anche dal Bio Rex cinema, auditorium che qui è elemento di connessione tra nuovo e esistente, restaurato nei suoi 550 posti e aperto al pubblico sia come art house che per rassegne cinematografiche.

Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM ©Mika Huisman
Amos Rex Art Museum, Helsinki, JKMM team, ©Tuomas Uusheimo
Bio Rex cinema, Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM, ©Tuomas Uusheimo

Il futuro arriva, invece, da un approccio progettuale innovativo che concepisce lo sviluppo dello spazio museale in sotterraneo. Ci sono voluti 5 anni e 50milioni di euro per scavare 13.000 metri cubi di roccia e creare un’area di 2200 metri quadrati che ospitasse gallerie e uffici, ma soprattutto che fosse flessibile nelle parti espositive a performance artistiche e cambiamenti dell’arte stessa. Duttilità assicurata da specifici reticoli tecnici appositamente studiati, che hanno dato vita, ad esempio, all’ambiente interamente rivestito da pannelli – incluso il pavimento – adatto a progetti artistici multimediali. Di fatto, la rivoluzione apportata da Amos Rex non tocca solo l’aspetto architettonico, ma anche quello concettuale, anzi il primo segue il secondo, che concentra tipologie d’arte differenti, talvolta divergenti per epoche e modalità espressive, in nome di un’arte intesa priva di pregiudizio e di confini temporali.

Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM, ©Tuomas Uusheimoi

Lo spiega Kai Kartio, direttore del museo: “Ci ispiriamo alle culture antiche, al Modernismo del XX secolo e all’arte contemporanea sperimentale. L’obiettivo, che si tratti di passato, presente o futuro, è produrre esperienze uniche e sorprendenti. Per questo è stato importante creare uno spazio malleabile alle diverse evoluzioni artistiche”. L’interno, illuminato nella parte interrata dalla luce naturale proveniente dalle bocche esterne che ridisegnano la piazza e nuove dinamiche sociali, è studiato quindi per celebrare l’arte a tutto tondo. Anche attraverso scelte di interior design. Come l’installazione luminosa di Petri Vainio che ricopre il soffitto dell’ingresso con 318 luci LED programmabili, dell’azienda Doctor Design, sospese su spirali in tessuto ignifugo. E poi elementi d’arredo firmati ArtekSellex, ClassiCon,Nikari
. Il programma di mostre si apre, sino al 6 gennaio 2019, con una mostra della collettiva giapponese teamLab, che con Massless mette in scena suggestive metamorfosi digitali nelle quali il pubblico può immergersi in una fase totalmente interattiva.

‘Vortex of Light Particles’, teamLab, 2018, Digital Installation, Continuous Loop, ©teamLab
‘Graffiti Nature: Lost, Immersed and Reborn’, teamLab, 2018, Interactive Digital Installation, Sound: Hideaki Takahashi, ©teamLab
Amos Rex Art Museum, Helsinki, project by JKMM, ©Tuomas Uusheimo