La Luce di Giorgio Armani

Il Presidente e Amministratore delegato ci ha parlato del rapporto tra Cina e il gruppo Armani e raccontato cosa rappresenta per lui il design, un legame nato nel 1982

Giorgio Armani, Presidente e Ad Gruppo Armani, © Stefano Guindani
Giorgio Armani, Presidente e Ad Gruppo Armani, © Stefano Guindani

L’impero di Re Giorgio è una distesa di creatività e intraprendenza, i cui confini (non certo quelli geografici) sono solo apparenti. Si dilatano e si espandono per avvolgere differenti espressioni della sua essenza: moda, interior design, progetto, hospitality. Restando fedele al suo tratto distintivo fatto di forme pure, sobrietà e naturalezza, Giorgio Armani è divenuto icona di eleganza; un valore che definisce inevitabilmente anche il brand Armani/Casa: il linguaggio è quello della contemporaneità, il codice interpretativo la leggerezza, la finalità: “dar vita all’architettura attraverso la mia sensibilità estetica”.

Precursore della collezione Armani/Casa è la Logo Lamp del 1982. Come è nata l’idea?
La Logo Lamp ha segnato nel 1982 il primo passo verso il mondo dell’arredamento, una realtà che mi ha sempre affascinato ma che ho affrontato solo alcuni anni dopo. È un pezzo al quale sono molto affezionato che è diventato logo di Armani/Casa. Con la sua forma geometrica pura, i colori e i materiali naturali, racchiude simbolicamente gli elementi alla base della mia filosofia di design.

Che ruolo ha quindi per lei l’illuminazione?
L’illuminazione ha assoluta centralità perché la luce ha una funzione di ‘guida’ in ogni ambiente domestico. Deve accarezzare i contorni degli oggetti e degli arredi, deve essere rilassante, per gli occhi e per la mente. In genere mi piace soffusa, mai troppo diretta. Per questo in collezione la proposta di lampade è sempre molto ricca e comprende anche quelle preziose in vetro di Murano: oggetti unici, realizzati artigianalmente con cura e passione, da tramandare di generazione in generazione.

Giorgio Armani, presidente e Ad Gruppo Armani
Giorgio Armani, Presidente e Ad Gruppo Armani

L’architettura, il cinema, la fotografia, l’arte ha dichiarato essere fonti di ispirazione per la sua creatività. Quale espressione trovano nell’interior design?
Da sempre, nel mio lavoro, prendo ispirazione dai viaggi, dall’arte, dall’architettura o dalla fotografia, ma anche semplicemente dall’osservazione di ciò che mi sta intorno. Nel processo creativo poi, rielaboro i vari elementi e le suggestioni secondo il mio gusto personale. Negli anni ho sviluppato un senso dell’estetica basato su un’idea di eleganza discreta e atemporale, ed è proprio quest’idea che guida tutti i miei progetti, anche in ambito di design.

Quanto è invece la moda a influenzare le proposte per la casa e in che modo? Il legame tra moda e design è molto forte: e anche per la casa la mia idea nasce dall’apprezzamento per le forme pure, per l’artigianalità, per il gusto della sobrietà e del lusso non esibito. La naturalezza è il tratto che unisce tutto quel che faccio, venato sempre di esotismi sottili e tocchi di eccentricità. A volte si possono trovare rimandi diretti alla moda, ad esempio l’uso di un colore specifico per mettere in risalto i dettagli o la ripetizione di un motivo o una trama particolare. Più spesso, tuttavia, il rapporto tra le mie linee di abbigliamento e di arredamento è meno specifico, e ha più a che fare con un’estetica comune.

Casa Giorgio Armani Milano
Casa Giorgio Armani Milano

In un’intervista ha dichiarato che la sua ossessione sono le sue case: perché? Cosa le caratterizza?
Per me casa significa sensazione di calore e tranquillità, rifugio per il corpo e per la mente. Un luogo in cui ci sia uno spazio silenzioso che favorisce il relax. Detto questo, tutte le mie case, non solo quella di Milano sono in continua evoluzione. Perché mi piace arricchirle di oggetti, per lo più acquistati nel corso dei miei viaggi, cambiare la disposizione dei mobili, apportare delle modifiche. Come nella mia casa ad Antigua ad esempio, dove di recente ho voluto ampliare la veranda e ho creato uno spazio coperto sulla spiaggia ideale per momenti in compagnia degli amici.

Il lifestyle e il design Armani rivive negli spazi destinati all’ospitalità. Qual è il concept che avvolge gli Armani Hotel? Nuove aperture?
Un tempo le persone trascorrevano in hotel lunghi periodi perché i servizi offerti e l’atmosfera li facevano sentire come a casa. Il requisito fondamentale per un hotel per me è proprio questo, dare forma a un concetto di ospitalità fatto di comfort, estetica, assistenza continua e discreta per fare in modo che il cliente si senta davvero come ‘a casa, lontano da casa’, come se soggiornasse in un grande appartamento privato. Riguardo a nuove aperture, il lavoro è costante, i progetti sono molti.

Flagshipe store Londra
Flagshipe store Londra

È recente l’inaugurazione del nuovo flagship store di Londra. Come è cambiata la customer experience e come si sono evoluti parallelamente gli spazi dedicati?
Un tempo l’architettura dei punti vendita era concepita per esprimere i valori del marchio in modo duraturo, solido, oserei dire statico. Oggi le abitudini di acquisto sono profondamente mutate, ed è naturale quindi che cambino i negozi oltre che l’offerta. Ho intrapreso la strada del cambiamento in tempi non sospetti con Armani/Manzoni 31, aperto nel 2000. Da allora ho studiato nuovi concept, differenti a seconda dei brand, o delle città: la diversificazione è un valore essenziale. Nel futuro immagino soluzioni più fluide, modulari, facilmente riconfigurabili, sempre ricercate nella scelta dei materiali. Nel caso di Londra, delle due boutique comunicanti in Sloane Street, ho voluto dare un messaggio unitario che accomuna la proposta moda Giorgio Armani con gli arredi di Armani/Casa. Ho creato ambienti nei quali lo stile Armani è presentato come un lifestyle avvolgente, prezioso ed elegante in un percorso libero e naturale tra le diverse categorie di prodotto.

Il brand Armani è stato tra i primi a penetrare il mercato cinese con una marketing strategy esemplare. Come è posizionato qui Armani/Casa? Quali sono le sfide che riserva il mercato e quali prospettive di crescita avete?
La Cina continua a essere un mercato molto importante. Ora posso dire che il suo percorso negli ultimi anni conferma previsioni che avevo fatto molti anni fa, quando nel 1998 aprii il primo negozio Giorgio Armani a Pechino, ben prima del boom economico. Oggi il mercato asiatico è vasto e articolato, sempre ricettivo al messaggio Armani nella sua varietà, compresa la proposta per l’arredamento d’interni che mostra in questo ambito continui segnali di crescita.

A Chengdu sorgono le due torri dell’Armani Art Residence, a Pechino la Capital Residence, tra i numerosi progetti real estate del Gruppo. Come si inseriscono nel panorama urbano della città?
Con questi importanti progetti credo di essere riuscito a portare in Cina la mia estetica, nel pieno rispetto del contesto delle due città, aggiungendo a panorami già proiettati verso il futuro il mio personale contributo. A Pechino ho lavorato con materiali e forme naturali in quello che è considerato il complesso edilizio ‘green’ più grande della Cina; a Chengdu è stato entusiasmante collaborare alla realizzazione di un complesso multifunzionale così imponente e moderno. Per il futuro sono concentrato sui progetti seguiti dall’Interior Design Studio di Armani/Casa per quanto riguarda nuove realizzazioni di arredi per residenze di lusso in tutto il mondo.

Casa Dubai
Armani, Dubai

Sono aumentati notevolmente i fashion brands che approcciano il design d’interni. Lei è l’unico che mantiene la regia creativa in ogni settore, perfino nel servizio Interior Design Studio. Qual è l’‘Armani-pensiero’ che si cela dietro ogni creazione?
La filosofia alla base è la stessa. Ho sempre attribuito molta importanza al luogo in cui si abita, un’estensione del nostro essere e del nostro sentire. Per me proporre un modo di intendere e di vivere la casa con una mia proposta è stata la naturale evoluzione di questo pensiero. E allo stesso modo mi è parso naturale mantenere la direzione anche in questo ambito. Con l’attività di consulenza e progettazione di interni ho fatto un passo in più verso il mio pubblico: creare insieme al cliente un ambiente in perfetto stile Armani, tenendo conto della sua sensibilità e personalità.