L’archibreria

Versatili nel contenimento e nella composizione, le librerie hanno infranto il muro della noia e ora, libere di esprimersi, mostrano tutta la loro vanità decorativa e costruttiva. Sempre più simili a opere architettoniche

Alba libreria Arflex

Giocano in continuazione. Con le forme, i materiali, i vuoti, i pieni, i colori. Rivendicano tutta la loro potenzialità e personalità le librerie di nuova generazione, il cui design si avvale di criteri edili e sperimentazioni materiche che vanno a braccetto con la cugina architettura.

Le aiuta l’esigenza degli spazi domestici contemporanei di creare ambientazioni che valichino l’ordinario. Separare gli ambienti, ad esempio, non è più solo dote strutturale, ma diventa qualità arredativa. Alba di Arflex, design Bernhardt&Vella, grazie al fissaggio con un singolo perno sulla struttura in metallo, consente di creare composizioni tonde, e la mezzaluna in vetro colorato, dichiaratamente vezzosa, non dimentica la funzione di reggilibro. Non è un caso che Jean Nouvel, noto per i suoi edifici realizzati in tutto il mondo, firmi ben due pezzi dal forte carattere costruttivo che però conservano un’estetica accattivante. Ami-Verre, di Glas Italia, è composta da un unico elemento modulare in cristallo fumé e dark grey nero in pasta temperato 10 mm, qui, in una serie di precise fresate si inseriscono giunti che permettono alle lastre di compenetrarsi l’una nell’altra, dando vita ad un’architettura di piani verticali e orizzontali fissati ad incastro. La struttura viene, infine, rinforzata e stabilizzata da elementi metallici di irrigidimento posizionati nei punti di giunzione. Ed anche in Super_Position, prodotta da MDF, l’archittetto scherza con la graficità.

Alba libreria Arflex
Ami-Verre Glass Italia
Super_Position Mdf

“Le sovrapposizioni sono un inno alla leggerezza dell’orizzontalità – racconta -. I piani, attraversati dalla discontinuità delle verticali ininterrotte, sono dei piccoli trampolini che si proiettano nel vuoto circostante. Gli oggetti, i vasi, le sculture possono esprimere le loro differenze di scala negli spazi vuoti, nelle nicchie al centro o alle estremità delle linee sovrapposte”. Una collezione che recupera la tradizione aziendale dell’utilizzo dell’alluminio e lo interpreta nelle varianti verniciate opache in diversi colori o spazzolate anodizzate naturale. Sono gli spessori, invece, ad essere protagonisti nella libreria Carson disegnata da Rodolfo Dordoni per Minotti: sottili per i fianchi e robusti per i ripiani. Perfettamente finita nella parte posteriore, anche Carson si presta ad essere utilizzata come elemento divisorio all’interno del medesimo ambiente, avvallata dalle nuove finiture alluminio colore Sand o Peltro, per i fianchi, e frassino color Liquirizia o laccati lucidi color Sand, per i ripiani.

Carsom, Rodolfo Dordoni per Minotti

Assumono, invece, forme di spettacolarità, tanto è pronunciato il pensiero architettonico, la libreria, disegnata da Carlo Colombo per Natevo, in profilato di alluminio color anodic bronze, illuminato, come un edificio di notte, da LED integrati che diffondono una luce paragonabile per intensità ad una lampada da terra. E Green Light, prodotta da Moroso su estro dall’artista danese-islandese Olafur Eliasson: un sistema di mensole con struttura reticolare geometrica in multiplex e acciaio verniciato, costruito intorno a uno spazio in negativo a forma di romboide e delineato dai moduli. Fa la sua parte anche Viceversa, Draga & Aurel per Baxter, che ha un impatto visivo potente, con le lastre di ottone lucido che rivestono la struttura interna in alluminio e il vetro ondulato extrachiaro dello schienale a riflettere la luce.

Green Light, Moroso
Cclight, Natevo

Più razionali, stilisticamente, ma non meno complesse progettualmente, studiano il legno nelle sue molteplici applicazioni: Bayus, prodotta da Porada e disegnata da Gabriele e Oscar Buratti con pensili a giorno in noce canaletto e profili in massello; e Biblio, in massello e multistrato, connotata da un sistema di spalle e ripiani modulari e zoccolo d’appoggio, è stata pensata da Michele De Lucchi per Riva 1920 con estrema flessibilità secondo le esigenze d’arredo e vede la possibilità di inserimento di ante a battente e cassetti assemblati con incastri a coda di rondine dotati di sistema di apertura push-pull.

Bayus bookcase, Porada
Biblio, Riva 1920