Ernestomeda: intervista ad Alberto Scavolini

Innovazione, crescita, internazionalizzazione, progetto. Il mondo delle cucine evolve con criteri e specializzazioni proprie rispetto all’interior, ma con risultati nel panorama globale dal segno positivo, per numeri e successi di mercato. Alla guida di un top brand del settore cucine high level quale è Ernestomeda, e allo stesso tempo Consigliere Incaricato Gruppo Cucine in Assarredo, Alberto Scavolini racconta le dinamiche del comparto che – dal prodotto al progetto – si identifica nei valori di innovazione e ricerca.

Nel suo duplice ruolo, cosa si aspetta dalla nuova edizione di Eurocucina?
Come Ernestomeda abbiamo grandi aspettative, soprattutto dopo le ultime due edizioni in cui siamo stati letteralmente invasi dal pubblico. Ho il sentore che anche quest’anno il Salone del Mobile batterà un nuovo record: anche come Gruppo Cucine di Assarredo quindi ci aspettiamo un grosso riscontro. Se invece parliamo di tendenze, credo che solo dal primo giorno della manifestazione potremo avere una panoramica globale: sostengo molto l’interazione tra cucina e living, tendenza da tempo presente, ma che ritengo sia destinata a rafforzarsi sempre più. Non a caso, tra i prodotti che Ernestomeda presenta, a firma del nostro art director Giuseppe Bavuso c’è un nuovo progetto di contenitori/cabina accessibili e personalizzabili, Inside System. È un elemento trasversale, mirato all’innovazione nel mondo cucina, che rimane il nostro focus.

Occupare oggi la fascia alta di mercato è una specializzazione per pochi?
Ernestomeda nasce per coprire la fascia più alta del mercato che rimane il nostro obiettivo e percorso primario. Facendo poi parte del Gruppo Scavolini manteniamo in questo modo fasce di mercato ben distinte. La nostra strategia si basa su innovazione e ricerca costanti e – nonostante dobbiamo fare i conti anche con i gruppi tedeschi – da questo punto di vista le aziende italiane stanno diventano sempre più un riferimento a livello internazionale.
Dal 2012 abbiamo deciso di spingere l’acceleratore proprio sull’innovazione, grazie anche alla collaborazione con l’architetto Bavuso, al fine di differenziarci dal mercato.
Oggi credo che chi compra un prodotto Made in Italy di alta gamma si aspetti qualcosa di originale e unico: vale per la moda, per l’automotive, quindi perché non per le cucine?

Il settore cresce all’estero secondo i dati FLA…
Sì, il comparto ha aumentato nel 2017 le esportazioni del 3,7%. Un ottimo risultato. A livello aziendale, ci stiamo concentrando sulle aree Oriente e Medio Oriente; lo scorso anno abbiamo avuto ottimi riscontri in Turchia e Iran, oltre che Singapore; a Shanghai il Salone del Mobile è stato un vero successo. Interessante il fatto che a seguito del momento di riflessione che stanno vivendo anche i grossi gruppi tedeschi, si siano aperte proprio in Cina nuove opportunità per il mercato italiano in generale. Il Salone del Mobile ha quindi colto il momento giusto per intercettare il mercato. Il lavoro che stiamo attuando – come Associazione e singole aziende – porterà di certo risultati.

Siete promotori e partner del progetto Milano Contract District. Come giudicate
ad oggi l’esperienza?
Milano Contract District è nata da una collaborazione con Ernestomeda e la famiglia Pascucci nel 2010, partnership che dal 2016 si è sviluppata ampliandosi a settori d’arredo non unicamente legati alla cucina. Mi ritengo uno dei fondatori del progetto, quindi non posso che esserne pienamente soddisfatto. MCD è per noi un canale fondamentale, che permette di garantire un’offerta a tutto tondo per l’interior: dalla cucina all’arredamento, bagni, pavimentazione, illuminazione e finiture. La sua forza è soprattutto la consulenza – possiamo seguire il progetto dall’inizio alla fine, in ogni suo passaggio – e il servizio che riesce a rispondere a tutte le esigenze dei vari operatori coinvolti.
Stiamo ad oggi lavorando per portare MCD a uno step successivo, ma per ora non posso anticipare nulla.

Quali sono i progetti maggiori che avete realizzato?
Tramite Milano Contract District abbiamo partecipato attivamente ai progetti di CityLife, in particolare l’arredo della Penthouse One-11 delle Residenze Zaha Hadid, e il progetto residenziale MIA, firmato BNP Paribas, di cui siamo stati tra i partner più importanti.
Fiore all’occhiello di Ernestomeda è poi la Yacht Division: dal 2004 abbiamo instaurato una preziosa e stabile collaborazione con il Gruppo Ferretti, che per noi è motivo di orgoglio, nonché di miglioramento continuo nella progettazione e ricerca. Quest’anno il Gruppo ha vinto il Boat International Design & Innovation Awards nella categoria “Best Interior Design Motor Yachts below 399GT” con “Telli”, la prima Custom Line Navetta 33, dove spicca una cucina Ernestomeda.

Come ci si guadagna quindi credibilità tra progettisti e sviluppatori?
Occorre sicuramente specializzazione, flessibilità e innovazione. Abbiamo poi il vantaggio di fronte a un operatore straniero di presentare un’azienda di grande solidità e spessore grazie al nostro polo produttivo, lo showroom di via Larga a Milano e la partnership con MCD. Ed essere parte di uno dei maggiori Gruppi italiani è sicuramente un plus. C’è anche poi, non irrilevante, una questione di affinità. Il valore aggiunto del Made in Italy è anche dato dal fatto che possiamo far vivere agli operatori esteri un’esperienza del nostro ‘saper fare’ a 360 gradi: non solo azienda e prodotto, ma anche cultura del territorio e tessuto sociale. Credo fermamente in questa nostra identità e su questo dobbiamo tutti puntare.

Cucina ICONCOLOR
Penthouse One-11 a CityLife
Cucina ICON per la Penthouse One-11 a CityLife
Residenze Zaha Hadid | © Alberto Fanelli
Residenze Zaha Hadid | © Alberto Fanelli
INSIDE System
INSIDE System
Cucina ICON per il Superyacht Navetta 33 del Gruppo Ferretti
Cucina ICON per il Superyacht Navetta 33 del Gruppo Ferretti