Effetto grandeur

Brilla di luce propria l’hotel Villa La Coste, nonostante le eccellenze che gli fanno compagnia – un parco d’arte contemporanea e un’azienda vinicola biodinamica – nella poetica tenuta di Chateau La Coste in Aix en Provence

È in piena affinità di spirito con gli elementi circostanti, la struttura ricettiva all’interno dei vigneti Chateau La Coste che dà la dovuta ospitalità a chi sceglie di vivere un’esperienza unica. Quella di poter visitare cantine e spazi espositivi-ricreativi firmati da archistar come Jean Nouvel, Renzo Piano, Frank Gehry, Tadao Ando; ammirare opere d’arte open air di Louise Bourgeois, Alexander Calder, Paul Matisse, Ai Weiwei; sorseggiare il nettare di una terra che cresce le sue uve secondo procedimento biodinamico.
Grazie all’intervento dello studio AFSO di André Fu, che ha progettato tutti gli spazi pubblici, l’hotel trae ispirazione dalla natura artigianale del luogo, filtrata però da Fu con occhio moderno in una sorta di provenzale contemporaneo ma che rimane fermo nel rispetto della tradizione attraverso l’uso di materiali come il legno di quercia sbiancato, la pietra naturale, il marmo.

Accanto alle 28 ville che compongono l’albergo, lo studio ha sviluppato il salone principale, il bar, la biblioteca, il ristorante, la spa con un linguaggio estetico decisamente luxury oriented. Il Pavilion Restaurant incarna appieno questo ’vocabolario’ con una struttura modernista free standing che sembra fluttuare sull’acqua e che intende celebrare l’unione tra architettura e gastronomia, quest’ultima nelle preziose mani dello chef Gérald Passedat.

E anche le altre aree, tutte situate al piano terra, seguono la visione di André Fu di un’eleganza discreta che dia la sensazione di trovarsi nella dimora privata di un collezionista d’arte. “Il mio ruolo è stato quello di creare un’atmosfera di intimità e lusso non ostentato – racconta il progettista – progettando spazi pensati per le persone piuttosto che una pura rappresentazione”.

Photo Credits ©Richard Haughton