Quando il trade guida il brand

Cornelio Cappellini prosegue nella sua politica di distribuzione altamente selettiva del proprio brand

Presente ormai da anni a tutte le latitudini e soprattutto nelle città dove regnano i più alti standard di vita, Cornelio Cappellini conferma un trend molto positivo e sostiene – un po’ controtendenza – che “si lavora molto bene anche senza il contract”.

La scelta dell’azienda di esserci dove effettivamente ‘conta’ si è rivelata vincente: oggi la Cornelio Cappellini (guidata dai figli di Cornelio, Franco e Claudio, ma con il fondatore ancora attivamente in azienda) orna le vetrine dei più importanti showroom di Abu Dhabi, Astana, Baku, Doha, Dubai (ben due), Teheran, Jeddah, Riyadh, Mosca, Miami, Tokyo, Taipei e nelle dieci maggiori città della Cina. Sono perfino in arrivo nuove aperture, tra cui flagship store di Kunming e Linyi (Cina), Manama e Kiev (dedicato a chi non considera l’Ucraina un’opportunità).
La conoscenza dei materiali, anche quelli normalmente meno utilizzati, l’accostamento dei medesimi con gusto e ricercatezza: sembra una ricetta già assaporata, ma il livello di qualità e di servizio proposto dall’azienda di Mariano Comense non è consueto riscontrarlo nel seppur ricco panorama nazionale del settore.

Accanto alla capacità manifatturiera ed ebanista, plus dell’azienda è stato trovare partner fidati e selezionati per i suoi punti vendita nel mondo, in grado di trasmettere il valore delle proposte, aldilà dell’aspetto estetico e formale. I grandi lavori cosiddetti “project”, infatti, spesso transitano da altrettanti grandi showroom che nel tempo si sono attrezzati per rispondere alle richieste della progettazione. La “haute couture of interiors” di Cornelio Cappellini è la valida dimostrazione di come sia possibile avere successo nel segmento trade per una realtà di arredo classico di altissima gamma.

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